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Wolfenstein: Youngblood, massacrare nazisti in coppia è più divertente! (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Wolfenstein: Youngblood – Annunciato in occasione dell’E3 2018, Wolfenstein: Youngblood si propone contemporaneamente come spin-off della saga e come seguito di Wolfenstein II: The New Colossus, il secondo capitolo della serie reboot sbarcato su PC e Console ad ottobre 2017. E ovviamente Youngblood trae ispirazione dal suo predecessore, proiettandoci però stavolta all’inizio degli anni ’80 nel bel mezzo di Parigi. Ma cosa diamine sta succedendo, e perché lo abbiamo definito spin-off? E soprattutto, vista la fine di Wolfenstein II, ci saranno ancora nazisti da squartare da prendere a male parole? Vediamo di rispondere a queste domande nella nostra recensione!

Editore Bethesda Softworks
Sviluppatore MachineGames, Arkane Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multi giocatore
Lingua Italiano

Video Recensione Wolfenstein: Youngblood

La nostra video recensione di Wolfenstein: Youngblood è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su ASUS GS30 con NVIDIA GeForce RTX 2080 e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

I Blazkowicz non perdonano

Wolfenstein: Youngblood come già accennato è ambientato negli anni ’80, 19 anni dopo gli eventi di Wolfenstein II. Gli Stati Uniti sono stati liberati proprio grazie agli sforzi di Blazkowicz, e il nostro eroe si può adesso godere la vita di famiglia a fianco di Anya e delle sue due figlie gemelle, Jess e Soph. Ma Jessica e Sophia con due genitori così non potevano certo avere una vita comune. Entrambi i genitori le addestrano ferocemente per permetterle di sopravvivere in qualsiasi occasione. L’idillio viene però spezzato. Blazkowicz scompare senza lasciare traccia, ma le due figlie, con l’aiuto della figlia di Grace Walker (adesso a capo dell’FBI) scoprono che il padre si trova a Parigi per una missione segreta. È quindi arrivato il momento di mettere a frutto gli insegnamenti e dare la caccia a un po’ di nazisti!

Wolfenstein: Youngblood, a prescindere dalla trama, dalla possibilità di giocare offline in solitario e dalla struttura di gioco, è un titolo fortemente cooperativo. Lo si intuisce già dal modello di vendita, di cui vi parliamo sin da subito. Uno dei punti di forza del gioco è il suo prezzo contenuto, 29,99€, ma c’è di più. Spendendo 10€ in più vi portate a casa la Deluxe Edition comprensiva di quello che Bethesda ha definito Buddy Pass. Si tratta di un codice aggiuntivo da riscattare che permette ad un vostro amico di scaricare e giocare gratuitamente a Wolfenstein: Youngblood al vostro fianco. Non si tratta di una versione completa accessibile in qualsiasi momento, ma di una realizzata ad-hoc che funzionerà solo giocando online insieme alla persona che ve l’ha donata. L’acquisto si presta anche alla condivisione della spesa quindi, e considerato il divertimento di coppia che offre il gioco ha molto senso. I lupi solitari non avranno comunque problemi di sorta: potete scegliere di far controllare la seconda sorella dalla CPU o decidere se ospitare o entrare in una partita già avviata scegliendo un giocatore casuale online.

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Ma torniamo a noi, cosa ha da offrire Wolfenstein: Youngblood al grande pubblico? Immaginate una sorta di incrocio tra Left4Dead e Wolfenstein II. Le meccaniche di shooting e di gestione del personaggio sono simili a quelle viste nel capitolo del 2017. All’inizio sarete chiamati a scegliere una delle due sorelle e una delle abilità di partenza, a scelta tra Invisibilità e Devastazione. Gettandoci nella mischia si intuisce sin da subito che coordinarsi con il compagno è fondamentale, e per favorire tale coordinazione trovate in vostro soccorso una chat vocale dedicata o una serie di pulsanti dedicati. La struttura dei livelli stessi, o meglio, di alcune loro sezioni, tende ad essere simmetrica. Potete decidere di dividervi i corridoi da ripulire o di muovervi all’unisono come foste una vera macchina da guerra scaricando tutta la potenza di fuoco su bersagli singoli. È bello anche differenziare lo stile di gioco ed affrontare tutta l’avventura sviluppando personaggi diversi tra loro. Ogni giocatore può infatti scegliere come spendere i punti abilità che si guadagna salendo di livello e la valuta che si scova esplorando utile invece a potenziare sensibilmente le singole armi.

Uno dei due potrebbe ad esempio specializzarsi nel potenziare vita, armatura e corpo a corpo mentre l’altro potrebbe specializzarsi nella furtività o comunque nell’attaccare gli avversari da distanza di sicurezza. Da un certo punto di vista questa tattica non è affatto male perché subire ferite mortali è all’ordine del giorno. Già a livello di difficoltà “Normale” i nemici affrontati faranno un male cane, e qui entra nuovamente in gioco la dinamica di coppia. Se una delle due sorelle viene ferita e si trova a terra, l’altra può accorrere per rimetterla in piedi e donarle un po’ di vita, esponendosi però ai colpi nemici per qualche secondo. Ci sono abilità che migliorano tale meccanica e c’è anche un sistema di Vite Condivise che, nel caso le due sorelle vengano entrambe messe K.O., permette di rialzarsi per dare di nuovo battaglia. Molto arcade come dinamica, e ovviamente c’è un numero limitate di cariche che sarebbe bene non sprecare in vista dei combattimenti con boss o mini-boss. C’è anche un’abilità per motivare la propria sorella: anche qui è necessario investire crediti per sbloccarne di più potenti o comunque di specifiche, utili ad esempio a ricaricare vita, armatura o a donare bonus di altro genere.

I combattimenti sono ancora incredibilmente frenetici e violenti. Grazie alla ruota delle armi si alternano varie modalità di fuoco (ravvicinato, dalla distanza, scariche di proiettili) offerte da ogni singolo fucile o pistola, e in più ci si mettono anche le armi da lancio, eventuali attacchi corpo a corpo o anche le già citate abilità. Saltando potete ad esempio portare un attacco fisico dall’alto, o ancora grazie a Devastazione potete prendere a spallate gli avversari. Non si sta mai fermi, è tutto molto dinamico e appunto frenetico, come da tradizione!

La progressione del gioco è alquanto particolare. Ci viene in mente per certi versi gli ultimi Far Cry di casa Ubisoft. Non c’è una vera e propria storia lineare. Terminato il prologo dovrete, per sbloccare la sezione successiva del gioco, conquistare tre punti critici di Parigi, ma gli alleati che incontrerete sul suolo francese vi suggeriscono sin da subito di farvi le ossa prima di assaltarli. E se vi danno questo consiglio un motivo c’è. I giocatori (o il giocatore) si troveranno obbligati a svolgere una discreta serie di missioni secondarie (alcune si attivano direttamente nelle località in cui vi trovate) per accumulare esperienza e valuta per migliorare il vostro arsenale. Assalire i 3 punti senza la dovuta preparazione e senza aver portato a termine un po’ di queste missioni secondarie si tradurrà in una sconfitta piuttosto rapida: le truppe che li presiedono sono di livello alto, e ciò ci porta ad un’altra caratteristica che ci ricorda sempre Far Cry e la sua recente svolta ruolistica. Ogni avversario è caratterizzato da un livello e da un numero romano che suggerisce il grado del suo equipaggiamento. Se al posto dei numeri c’è un teschio è bene darsi alla corsa spasmodica.

Tornando un momento alla struttura dei livelli, bisogna ammettere che di location da esplorare ce ne sono. Le stradine di Parigi si prestano a strade alternative e anche ad uno sviluppo verticale dei livelli favorito sin da subito dalle tute meccanizzate indossate dalle sorelle. Il doppio salto è essenziale per l’esplorazione (e in parte anche per il combattimento) e talvolta potrete decidere di darvi ad un approccio furtivo utilizzando varie scorciatoie. E sempre sulla falsa riga di un RPG/Action RPG, le zone che ripulite dai nemici si ripopoleranno dopo poco, ponendovi in una continua situazione di combattimento e tensione. Missioni secondarie e spostamenti vari sono gestiti dalle catacombe di Parigi, il centro operativo della resistenza dove potremo anche ricaricarci di munizioni, armatura e vita.

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La storia non brilla di particolari guizzi creativi, ma è comunque un proseguo alle vicende della famiglia Blazkowicz che si fa seguire con piacere. Vengono messi in campo alcuni nuovi personaggi, ma sono soprattutto le due sorelle ad essere ovviamente ben caratterizzate. Sono entrambe matte da legare e si danno, nel corso della storia, manforte anche da un punto di vista psicologico. Non sarà introspettivo quanto Wolfenstein II (seguire l’evoluzione psicologica di Blazkowicz padre era un vero viaggio nel viaggio), ma ha comunque il suo perché. Anche Parigi è molto ben caratterizzata, nonostante il dominio nazista abbia cambiato drasticamente i connotati alla città. Si vedono poi gli influssi degli anni ’80 anche sulla stessa tecnologia nazista.

Lato tecnico il comparto grafico di Wolfenstein: Youngblood non si discosta poi molto da quello del suo predecessore. Al lancio non ci saranno effetti di ray-tracing ma nel complesso non ci si può certo lamentare. Nel nostro caso abbiamo testato la versione PC che con una RTX 2080 a disposizione non ha ovviamente problemi di alcun genere. Ottimo il comparto audio: il gioco è completamente tradotto e doppiato in italiano, e nel caso dei personaggi noti troviamo i soliti doppiatori ad accoglierci.

8.5

Giudizio Finale

Wolfenstein: Youngblood cerca di accontentare un po’ tutti: gli orfani di Wolfenstein II, chi cerca un buon titolo co-op e anche chi cerca uno sparatutto in prima persona “bello coatto” e che costi anche il giusto. È giusto definirlo spin-off, sia per via delle sue meccaniche di gestione dei personaggi e della progressione in gioco diverse dal suo predecessore, sia per le meccaniche co-op, ma in parte è anche giusto vederlo come una sorta di evoluzione. L’attenzione del grande pubblico si sposta sempre di più verso titoli multiplayer, e in qualche modo Youngblood cerca di far collimare i due mondi proponendo un’esperienza simil-single player da giocare però in coppia. Il modello di vendita, e in questo caso facciamo riferimento al Buddy Pass, è geniale, e lo stesso prezzo di lancio contenuto è uno dei grandi punti di forza del titolo. Forse il già citato sistema di progressione potrebbe non piacere a tutti, visto che di fatto ci porta ad esplorare più e più volte le stesse zone per cercare di salire di livello e migliorare il nostro volume di fuoco, ma a questo punto dovrebbe essere inutile specificare che è un’esperienza da gustarsi al meglio in coppia. E in coppia, massacrando nazisti all’unisono, è difficile annoiarsi!

PRO CONTRO
  • Prezzo di lancio contenuto + Buddy Pass
  • Doppiato in italiano
  • Sempre frenetico e violento al punto giusto
  • Progressione potrebbe risultare ripetitiva
  • In solo la IA della sorella talvolta si “incastra”

Screenshot

Trailer

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  • Francesco D’Arcangeli

    Ciao non so se voi mi potete aiutare, comunque volevo prendere Youngblood in digitale sul PS Store ma ho notato che le immagini sono quelle della versione tedesca censurata anche sul PS store italiano, è una svista del PS Store oppure corro questo rischio?

    • Francesco perdonami leggo solo ora… Se prendi la versione flaggata con International penso non ci siano problemi.