Wreckfest – Viva la distruzione (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione WreckfestBugbear torna, ma lo fa senza il nome che l’ha resa nota, ovvero quello di FlatOut, ormai nelle mani di Bigben Interactive. Eppure, ironia della sorte, Wreckfest è più FlatOut di quel FlatOut 4 che deluse le aspettative qualche anno fa. Ecco la nostra recensione.

Editore THQ Nordic
Sviluppatore Bugbear Entertainment
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (online)
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 40,98€

Video Recensione Wreckfest

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

L’ultimo che arriva pulisce

Wreckfest mescola le gare tradizionali con la distruzione tipica dei demolition derby, dipingendo il tutto con un motore fisico che deforma e distrugge i veicoli in una maniera mai vista fino ad ora. Di diretta conseguenza, è inutile battere la testa altrove: se questo è ciò che state cercando, l’ultima fatica di Bugbear è quello che fa per voi anche su console, dove l’edizione nata PC è stata tradotta con qualche lecito sacrificio sul fronte visivo.

Benché voglia far credere di essere personalizzabile e adattabile a seconda delle proprie esigenze, data la presenza di vari livelli di difficoltà, Wreckfest si rivela fin da subito ostico. I veicoli sono pesanti e non reagiscono immediatamente agli stimoli del giocatore, e bisogna imparare ad assimilare la manovrabilità non solo per rimanere saldi in carreggiata, ma soprattutto per contrastare un’intelligenza artificiale aggressiva che gioca brutti scherzi anche alle difficoltà più basse. Se sui rettilinei non è affatto una minaccia, durante le curve tende ad effettuare svolte perfette che puniscono anche il minimo sbaglio. Del resto, la sfida permette l’aggressività e, anzi, la incentiva: tamponare, speronare e buttare fuori strada gli avversari premia con punti esperienza ed eventualmente con crediti, spendibili per acquisire nuove auto, migliorie e personalizzazioni estetiche.

Quando ci si inizia, poi, ad abituare al ritmo di guida e al caos generato da esso, Wreckfest dimostra di essere una grande esperienza di guida capace di trasmettere sensazioni differenti in base al veicolo selezionato e anche alla superficie stradale percorsa. Il danno visibile è però l’arma di questo spettacolare titolo di corse, selezionabile tra l’opzione normale e realistica. Se la prima consente di resistere a molti colpi prima di uscire di scena, l’altra non fa sconti e trasforma le gare in vere e proprie sfide di sopravvivenza. Dalle sospensioni ai freni, tutto può essere distrutto e le problematiche si riflettono, in parte, anche sulla governabilità del mezzo. E nel caso la barra dell’energia del veicolo dovesse esaurirsi, bisognerà ricominciare daccapo la gara, perché non c’è nessun rientro né per il giocatore, né per gli avversari.

Dal punto di vista dei contenuti, ci si ritrova subito davanti ad una carriera classica, divisa in eventi, organizzati per competizioni: se ne sbloccano di nuove semplicemente completando le precedenti e raggiungendo certi punteggi. La progressione non è perfettamente omogenea e alle volte costringe ad affrontare gare un po’ ripetitive. Tuttavia, oltre a quelle tradizionali, vi sono una serie di sfide speciali che vi invitano a guidare bestie a dir poco fuori di testa, dai trattori a prodigi ingegneristici a forma di divano, giusto per citare un paio di esempi. Non sono tutti riusciti a dovere, perché emergono delle punte di frustrazione di tanto in tanto (provate a guidare un maggiolino contro una mandria di autobus…), eppure riescono a variare la minestra insieme alle arene di arene di demolition derby, dove l’incredibile motore fisico dà il meglio di sé.

Invece, più di venti sono i tracciati che, sebbene siano percorribili in diversi momenti della giornata, non sfoggiano una grande ricchezza estetica, soprattutto nella varietà, somigliandosi un po’ troppo l’un l’altro. D’altro canto, il numero di veicoli non esalta ma soddisfa, tra modelli standard e speciali davvero ben dettagliati, alcuni acquisibili in negozio, altri sbloccabili rispettando certe condizioni. Chiudono il cerchio l’ovvia sfida libera e il multigiocatore, sfortunatamente non in locale. L’assenza del gioco da divano si fa sentire, e cerca di farsi perdonare con un’infrastruttura online apparentemente solida, che supporta partite veloci e private. La stabilità del codice di rete andrà analizzata dopo il lancio ufficiale.

I nostri test si sono consumati su una PS4 Pro, dove Wreckfest si difende più che bene. Abbiamo una fluidità che si attesta sui trenta fotogrammi al secondo, i quali cercano di sorreggere un’azione caotica che supporta fino a ventiquattro partecipanti in contemporanea e una lodevole distruttività degli elementi a schermo. Le strade infatti si riempiono a vista d’occhio di pezzi di lamiera e altri oggetti che mettono alla prova il comparto tecnico e grafico, che comunque regala ottimi materiali e una certa pulizia a schermo. Delude però la staticità del pilota, che purtroppo non gode di molte animazioni. Non possiamo tessere le lodi nemmeno nei confronti dell’audio, fatto più che altro di brani poco incisivi: quantomeno i rombi dei motori trasmettono sensazioni forti, così come gli impatti. Segnaliamo poi dei caricamenti lunghi, specie nel garage, mentre si seleziona l’auto, e un’interfaccia non priva di problemi, soprattutto nel fine gara, che tende a confondere sovrapponendo testi, ma si tratta di problemi che, presumibilmente, verranno corretti con gli aggiornamenti.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Wreckfest – Giudizio Finale – La missione di Wreckfest può dirsi compiuta. Anche su console, lo stravagante corsistico di Bugbear regala agli appassionati un’esperienza distruttiva, fedele ai fasti di un tempo ma rimodernata. Paga lo scotto di essere un po’ sacrificato in alcuni lati, come nella poca varietà visiva e nell’intelligenza artificiale opinabile, ma confidiamo che l’utenza alla quale si rivolge saprà chiudere volentieri un occhio.

PRO CONTRO
  • Buona grafica
  • Non avaro di contenuti
  • Motore fisico robusto
  • Ottima distruttività e interattività ambientale
  • Schermo condiviso assente
  • Intelligenza artificiale altalenante
  • Poca diversificazione nei tracciati
  • Caricamenti lunghi e problemi nei menù

Trailer

Screenshot