WWE 2K Battlegrounds è dannatamente divertente, ma non tutti lo ameranno (recensione)

Lorenzo Delli

WWE 2K BATTLEGROUNDS è il nuovo gioco 2K Games dedicato all’incredibile universo del wrestling. Si tratta però di un’esperienza di gioco completamente diversa da quella a cui siamo abituati. Una produzione quindi lontana dagli stilemi di WWE 2K20, che a dirla tutta l’anno scorso non se l’è cavata benissimo. Ma per chi è pensato quindi? Per i fan della serie picchiaduro simulativa, o per chi è in cerca di un’esperienza di gioco più scanzonata, magari da godersi in gruppo? Scopriamolo insieme.

Editore 2K Games
Sviluppatore Saber Interactive
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Stadia, Nintendo Switch
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano

WWE 2K BATTLEGROUNDS non è più un picchiaduro simulativo. Sotto la sua anima da gioco di combattimento si nasconde un party game che, per certi versi, potremmo paragonare a Smash Bros. o simili. A confermarcelo è anche Jesus Igliesias, direttore di Saber Interactive, lo studio responsabile del nuovo titolo WWE, a cui abbiamo avuto modo di porre alcune domande. Iglesias lo descrive infatti come un gioco nuovo di zecca, che ha sì dei punti di ispirazione in comune con i capitoli appartenenti alla saga classica, ma che comunque si propone come un’esperienza per certi versi inedita. Il meglio di sé, Battleground, lo dà in compagnia di amici e parenti, magari con 4 controller collegati alla console o al PC di riferimento. E non è solo quello: è anche lo stile di gioco, diverso come già specificato dai titoli WWE classici, a renderlo più fruibile per sessioni domestiche spensierate a base di botte da orbi e amicizie rovinate. I controlli sono notevolmente più semplici, e anche il più neofita dei giocatori può entrare sul ring e menare come un fabbro nell’arco di pochi minuti.

Ciò nonostante Battlegrounds nasconde in bella vista un sistema di combattimento stratificato, facile da giocare ma difficile da padroneggiare. Basta dare un’occhiata alle schermate di tutorial per intuire il numero di combinazioni di tasti e di mosse che è possibile concatenare. Certo, si può salire sul ring e sferrare calci e pugni fino a stordire l’avversario ed esibirsi in qualche presa spettacolare senza grosse difficoltà. Il giocatore più esperto però, non solo saprà parare i colpi in arrivo, ma saprà anche effettuare varie tipologie di contromosse facendovi passare dalla padella alla brace.  Ce lo ha confermato anche Igliesias: la software house si è impegnata a rendere quanto più accessibile possibile i controlli in modo da attirare anche quel genere di giocatori che poteva “spaventarsi” di fronte al sistema di combattimento di WWE 2K20. In ogni caso, a prescindere dai controlli notevolmente più semplici (e allo stesso tempo complessi) e dall’etichetta di party game, Battlegrounds è di fatto un picchiaduro arcade che punta a divertire uscendo dai canoni anche più di quanto la disciplina del wrestling faccia di suo. Ci sono superpoteri, coccodrilli che masticano gli avversari, mosse aeree che sfidano la gravità e tante altre follie che rendono l’esperienza scoppiettante.

Complice poi di questo “fresh start” del mondo videoludico del wrestling anche lo stile grafico. Iglesias ci ha confermato che Saber Interactive ha fatto sì che lo stile arcade si riflettesse anche nei modelli degli atleti, stilizzati ma comunque fedeli alle controparti reali. E il tutto risulta a nostro avviso azzeccatissimo. Che poi uno stile del genere lo avevamo già visto in NBA Playgrounds, non a caso sviluppato sempre dalla stessa software house. Valide anche le animazioni, in generale fluide e sufficientemente fedeli al personaggio in utilizzo, anche se su questo punto dovremo necessariamente tornarci. Anche le varie Arene in cui ci si sfida sono estremamente caratteristiche e, tra le altre cose, anche interattive. Ma qual è il target di riferimento di Battlegrounds? L’impressione è quella che il nuovo titolo di Saber Interactive sia un tentativo (probabilmente riuscito) di attirare un nuovo genere di utenza, non necessariamente appassionata di wrestling, ma in cerca di un passatempo di gruppo quanto più divertente possibile. In realtà, e ne troviamo conferma in gioco, WWE 2K Battlegrounds cerca di rivolgersi anche all’appassionato, proponendo una valanga di Superstar e Leggende WWE (70 in tutto), tipologie di match apprezzatissime quali Steel Cage, Royal Rumble, Fatal 4-Way, il tutto commentato da Mauro Ranallo e Jerry “The King” Lawler.

L’approccio arcade e l’accessibilità dei comandi vanno a rompere le eventuali barriere dei precedenti giochi cercando di attirare nuovi tipi di giocatori. Ciò che ci ha colpito è proprio l’estremo divertimento che si prova a scendere sul ring e iniziare a premere tasti a caso, vedendo su schermo situazioni folli e spassose, per poi piano piano imparare a capire come vincere non casualmente, ma proprio perché si imparano tattiche e comandi avanzati. Questo approccio però si riflette nell’assenza di vere e proprie mosse personalizzate per i wrestler. Se lato animazioni non ci si può lamentare, da questo punto di vista si può eccome. Non vi aspettate quindi la profondità di un Mortal Kombat o di un Tekken. Una volta imparate determinate mosse e combinazioni, potrete applicarle indistintamente a tutti i lottatori. Caratteristica, quest’ultima, che potrebbe deludere i fan più incalliti. Ci sono varie tipologie di lottatori, macro-classi che includono i wrestler più grandi, quelli più agili e altre sotto-categorie (all-rounder, brawler, high flyer, power, tecnici), che si distinguono tra di loro per presenza sul campo e mosse. Ma scegliere un André The Giant o un The Undertaker all’atto pratico non fa tutta questa differenza.

Scendendo un po’ nel dettaglio a riguardo di cosa aspettarsi dalle modalità, avrete a che fare con una campagna single-player raccontata in stile fumettistico da affrontare con una serie di personaggi inventati di sana pianta. L’obiettivo è ovviamente quello di scalare i ranghi della WWE affrontando eventi a difficoltà crescente e sbloccando via via ricompense per migliorare il nostro wrestler. La durata si assesta intorno alle 10/12 ore. Niente di paragonabile alle modalità carriere degli anni scorsi, ma non per questo meno divertente. Tralasciando la carriera, troviamo come già accennato tante altre modalità da affrontare in singolo o in compagnia. Tra le modalità esibizione trovate One-on-One, Tag Team, Triple Threat, Fatal Four Way, Steel Cage e l’immancabile Royal Rumble. Lato multiplayer online ci sono King of the Battleground, in cui otto giocatori si sfidano a rimanere in piedi per ultimi sul ring, Online Tournament e Battleground Challenge, queste ultime strutturate in più sfide. Sottolineiamo, prima di concludere, che sono presenti micro-transazioni opzionali per sbloccare skin e altre componenti estetiche.

7.5

Giudizio Finale

WWE 2K Battlegrounds non è il solito gioco di wrestling. Che sia un bene o un male dipende dal tipo di giocatore e di utente in cui vi identificate. Se seguite tutto ciò di videoludico che gravita intorno al mondo del wrestling, è molto probabile che non vi troverete d’accordo con la deriva arcade e, in generale, più semplicistica di quest’anno. Se invece siete in cerca di un picchiaduro che funzioni bene anche da party game e che riesca a divertirvi anche se privi di esperienza in materia, potreste aver trovato un valido esponente del genere. Da sottolineare anche il prezzo di lancio, 39,99€, contenuto nonostante di elementi di gioco ce ne siano più di alcuni titoli ben più costosi.

PRO CONTRO
  • Divertente e immediato
  • Stile grafico scanzonato
  • Prezzo di lancio
  • Meno simulativo
  • Scelta lottatore poco incisiva
  • Micro-transazioni

Trailer

Screenshot

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