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Yakuza Kiwami – Anche la mafia si rifà il trucco (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Yakuza Kiwami – Si tende oggigiorno a mitizzare i cattivi nei prodotti d’intrattenimento, dal Pablo Escobar di Narcos al Savastano di Gomorra, senza curarci troppo delle loro azioni, contestualizzandole alla narrativa. Come abbiamo però spesso affermato, il male affascina e viverlo da spettatori incuriosisce sempre, anche perché siamo grandi abbastanza da distinguere l’immoralità fittizia da quella reale.

Yakuza Kiwami è il punto di partenza, almeno da un punto di vista storico, di una saga nipponica che, nel videogioco, rappresenta un caso a sé, un genere a se stante, una formula che Sega vuole far conoscere ai videogiocatori occidentali, costi quel che costi, una storia in cui la mafia giapponese è assoluta protagonista. Ne abbiamo avuto un grosso assaggio con l’episodio 0, recensito sulle nostre pagine, ma questo Kiwami è effettivamente il remake del primissimo capitolo comparso su PlayStation 2 nel 2005, il fulcro, la scintilla da cui tutto ebbe inizio.

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Si priva purtroppo dei sottotitoli in italiano, presenti invece nell’originale, per offrirci, anche qui nel nostro bel paese, uno dei rifacimenti più belli dell’intera generazione. Ecco la nostra recensione.

Editore Sega, Deep Silver
Sviluppatore Sega
Piattaforme PS4
Genere Avventura, picchiaduro a scorrimento
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (minigiochi)

Video Recensione Yakuza Kiwami

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Le radici del male

Yakuza Kiwami viaggia sui due, tipici filoni che definiscono i canoni della saga: una trama appassionante, dai toni drammatici e cinematografici, viene intervallata da combattimenti corpo a corpo, simili a quelli di un classico picchiaduro a scorrimento.

Il protagonista è Kazuma Kiryu, e vestire i suoi panni non può lasciarvi indifferenti: si fa carico delle colpe altrui, è leale e sorprendentemente umile, pur facendo parte di una famiglia della yakuza. La situazione è ben più complessa di quello che possiate immaginare, ma la caratterizzazione dei personaggi, e soprattutto le loro motivazioni, riescono a far provare al giocatore dell’empatia e del sincero interesse per l’inanellarsi degli eventi.

Pur essendo più piccolo e lineare del precedente capitolo uscito ad inizio 2017, il Kiwami, per certi versi, è in grado di superarlo.

La trama è meno complessa e più scorrevole, e, per questo, la messa in scena ne ha giovato parecchio, sia dal punto di vista registico che nella scrittura dei dialoghi. Se in Yakuza 0 avevamo troppi stili artistici nei filmati, tanto da appesantire la narrazione, in questo remake il tutto risulta più pulito e dritto al punto, con sequenze d’intermezzo ricreate magistralmente dal titolo originale, e conversazioni meno prolisse.

Le vicende scorrono che un piacere, e anche il compito più banale trova un suo spazio naturale nel ritmo, esteso e spiegato ancor più nel dettaglio grazie alle nuove cut-scene, integrate per una maggiore comprensione dei risvolti, in particolar modo di quelli che girano attorno a Nishiki, una figura importantissima all’interno dell’ecosistema di Yakuza.

La parte interattiva, come al solito, è relegata ai già citati combattimenti corpo a corpo, il cui sistema che li sostiene sa essere scenografico, ma allo stesso modo legnoso.

Necessiterebbe di una svecchiata, di un ammodernamento più che altro, di fatto avvenuto rispetto alla versione del 2005, poiché l’intera struttura si rifà agli stilemi gettati da Yakuza 0: telecamera alle spalle e libera, quattro stili di lotta diversi e colpi finali spettacolari fanno delle battaglie una deliziosa colla tra i filmati, di sicuro superiore in termini qualitativi rispetto all’originale, ma ancora lontana dall’essere completamente godibile, dato che l’avevamo già criticato in passato. Lo sviluppo del personaggio invece è denso di sfaccettature, un fattore che arricchisce la progressione e le possibilità delle risse in modo tangibile.

L’avventura non si risparmia poi attività collaterali, e missioni secondarie brevi ma spassose e fuori dagli schemi, nelle quali la serietà della vicenda principale fa spazio a casi ben più allegri. Se dovessimo parlare di freddi numeri, chiaramente questo remake ne uscirebbe sconfitto: all’appello rispondono meno minigiochi, e la longevità non raggiunge le vette dell’episodio 0, eppure le circa sedici ore necessarie per portare a termine solo l’arco narrativo principale ci sono sembrate perfette.

Graficamente, invece, il discorso potrebbe essere spaccato a metà: il lavoro di rifacimento è eccezionale e a tratti stupisce, specie per la fedeltà nella ricostruzione delle scene, elementi che salteranno all’occhio di chi ha già affrontato il gioco tanti anni fa.

Dall’altro lato, rimangono le stesse considerazioni fatte per il predecessore, basate sul fastidio causato dall’uso eccessivo di barriere invisibili, e dalla presenza palpabile delle compenetrazioni poligonali, ma il distretto di Kamurocho, nella sua semplicità, è meraviglioso ed esplode d’atmosfera, con i suoi neon, i colori, e i suoi negozietti ricchi di particolari, tutto proposto ad un prezzo budget di soli 34,99€.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Yakuza Kiwami – Giudizio Finale – Yakuza Kiwami è il punto dal quale dovreste iniziare la saga, quello da prendere in seria considerazione prima di Yakuza 0. Pur raccontando un filone narrativo successivo agli eventi di quest’ultimo, il remake sfoggia un’armonia più vicina ai canoni occidentali e meno spiazzante, e generalmente meglio ritmata. Si tratta di un capitolo più piccolo, e in effetti c’è meno carne al fuoco, ma quella bistecca è talmente buona, nonché cotta a puntino, che è impossibile non consigliarvela. Purché non siate del tutto vegetariani, s’intende.

PRO CONTRO
  • Remake notevole
  • Unico nella sua specie
  • Trama scorrevole e cinematografica
  • Personaggi sfaccettati
  • Combattimenti belli da vedere, ma parecchio legnosi
  • Pieno di barriere invisibili fastidiose
  • Completamente in inglese

Recensione Yakuza Kiwami – Trailer

Recensione Yakuza Kiwami – Screenshot