Perché 15 paesi europei (Italia esclusa) vogliono regolarizzare il fenomeno delle loot box dei videogiochi

Lorenzo Delli -

Se seguite attivamente il mondo videoludico, o se vi siete anche solo per sbaglio approcciati a qualche gioco free-to-play mobile e non, saprete benissimo cosa sono le loot box o le loro varianti. In sostanza il giocatore acquista beni virtuali, che possono essere “travestimenti” (in gergo dette skin) per i personaggi, armi o potenziamenti, racchiusi dentro scatole o bustine virtuali, alla stregua di un pacchetto di figurine. Il problema è che, proprio come in un pacchetto di figurine, in sostanza non sapete cosa state acquistando.

Le percentuali di apparizione degli oggetti dipende dal loro grado di rarità, e ovviamente quelli più rari, ovvero i più ambiti dai giocatori, non escono praticamente mai al primo tentativo. Questo meccanismo spinge ad un acquisto spesso compulsivo di loot box e simili e c’è chi, anche a ragione, ci ha intravisto dinamiche molto simili a quelle del gioco di azzardo. E se ci fate caso è già qualche anno che si susseguono news di ragazzini che arrivano a spendere anche decine di migliaia di euro in in-app, o persone che sono arrivate a spendere anche 15/20.000€ acquistando pacchetti per FIFA Ultimate Team. Potremmo anche citare il caso di Battlefront II, che ha spinto EA a rivedere drasticamente il suo titolo e l’approccio alle loot box, o anche L’Ombra della Guerra, il cui negozio virtuale è stato chiuso dopo qualche mese. Il perché quindi vari stati si stiano muovendo per regolarizzare tale genere di acquisti è piuttosto scontato.

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Uno dei primi paesi a muoversi per cercare di arginare il fenomeno è stato il Belgio, che, molto drasticamente, ha dichiarato le loot box illegali obbligando i vari publisher a rimuoverle dal gioco. I giocatori di Overwatch del Belgio ad esempio non possono più acquistare le casse contenenti oggetti cosmetici. Altri publisher stanno silenziosamente aggiungendo le percentuali relative alla possibilità di scovare oggetti di una determinata rarità (ad esempio in Asphalt 9 di Gameloft).

In queste ore però la faccenda si sta facendo ancora più seria. La Commissione per il Gioco d’Azzardo dello Stato di Washington negli Stati Uniti e altre 15 agenzie europee (tra cui quelle di Francia, Spagna e Regno Unito) hanno firmato una dichiarazione redatta in comune accordo che potete leggere per intero qui atta proprio a stilare una serie di regole comuni per la gestione degli acquisti di beni virtuali in gioco. Il documento fa proprio riferimento alla sottile sfumatura che differenzia il gioco di azzardo “classico” e le loot box dei videogiochi. Ecco l’elenco delle agenzie europee che hanno firmato l’accordo:

  • Austria
  • Francia
  • Gibilterra
  • Irlanda
  • Isola di Man
  • Jersey
  • Lettonia
  • Malta
  • Norvegia
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo
  • Regno Unito
  • Repubblica Ceca
  • Spagna

L’Italia, così come la Germania e altri paesi europei, non hanno al momento partecipato alla firma della dichiarazione ma non è da escludersi che i vari governi prendano via via provvedimenti specifici. C’è anche da dire che il documento di cui abbiamo parlato finora getta solo le basi per una futura regolamentazione e che la speranza di questi paesi è anche quella che siano gli stessi sviluppatori ad auto-regolarsi nell’evenienza di sanzioni o di provvedimenti anche più seri. E voi avete mai speso i vostri risparmi per loot box e simili? Quali pensate possano essere delle regole attuabili in grado di tutelare i possibili acquirenti di tali beni virtuali?

Via: Everyeye , CNETFonte: Gambling Commission UK
  • Laevus

    Che bello che era quando si comprava un gioco, ci giocavi e lo finivi. Massimo massimo uscivano, per alcuni titoli particolari, delle espansioni. Un altro mondo.

    • Karellen

      Eh si, dopo sono riusciti a far credere, tra pubblicità ed acquisti in app, che tutto ciò che è digitale debba essere gratis…

  • Giovanni aka Maiti Gion

    Sacrosanto!
    Io trovo già un furto il meccanismo del “pass battaglia” ad esempio, oppure l’acquisto con soldi reali di oggetti virtuali (skin per esempio) ma almeno sai cosa compri…
    le “bustine” o i bauli o i lama o quel che sono, sono a tutti gli effetti un gioco d’azzardo regolarizzato, con tanto di video su youtube di ragazzini che aprono il bene acquistato.
    E’ sicuramente la parte più “sporca” dei giochi f2p e per me sarebbe da vietare senza dubbi…
    In italia si fa tanta polemica per giochi tipo GTA dove rubi soldi VIRTUALI ma non per giochi come Clash Royale (per dire uno) che sono gratis solo per nome e invece spingono un sacco di ragazzini a spendere soldi REALI.

    • pietro smusi

      significa sltando che dovrai farti il culo il triplo per ottenere le lootbox lo stesso in game non potendole acquistare rovinando l’esperienza di gioco…
      Se uno vuol buttare i suoi soldi per prendere delle skin cavoli suoi secondo me, ma io che non compro le chest su OW (ad esempio) se prima della fine di un evento voglio prendermi a 3€ una chest non posso piu e devo passare piu tempo a giocare per averla, togliendomi tempo per farmi i cavoli miei dato che devo giocare….e non è una cosa giusta

      • Giovanni aka Maiti Gion

        guarda io non dico che tu non abbia il diritto di comprarti anche le lootbox.
        Dico solo che per entrare in una sala slot ti devono (dovrebbero) chiedere un documento, per giocare a clash royale o OW invece no…
        qua si parla di gioco d’azzardo di minorenni altro che …

        edit: ti aggiungo pure che io stesso a CR ci gioco per dire, ma me ne guardo bene da spenderci su dei soldi, e ho comunque tutte le leggendarie ecc ecc… basta solo giocarci.
        Invece ieri ho dato volentieri 5€ per comprare Monument Valley 2 perché credo che gli sviluppatori vadano ricompensati quando fanno qualcosa di buono ….
        sono contrario al p2win non a pagare per avere qualcosa…

        • pietro smusi

          Avete frainteso tutti cosa intendevo, dicevo solo che se uno vuole spendere “per fare prima” (e ho specificato il caso esempio di un’evento che termina senza aver avuto alcuni oggetti) ad evere oggetti che spesso, per lavoro o famiglia, non puoi “farmarti” ingame, uno dovrebbe essere libero di farlo, che poi ci siano minorenni che spendono direi che la colpa è chi dà a questi i soldi da spenderci su no?

          • Giovanni aka Maiti Gion

            Premetto che non ho colto la citazione del tuo Nick /immagine e quindi magari ho perso un pezzo del significato del tuo post….
            Continuo a pensare che se non puoi “farmarti ingame” qualcosa semplicemente non ha senso comprarla e infatti avendo anche io impegni di lavoro/famiglia ecc semplicemente non gioco più a quasi nulla, mi guardo bene dallo spenderci su dei soldi….
            Detto questo penso pure che se ci lamentiamo un po’tutti delle politiche da ladri Delle compagnie di videogiochi poi non dovremmo incentivare queste politiche.
            Per il discorso dei soldi ai minori evidentemente non sai che esistono le carte prepagate, che i ragazzini si scambiano per regalo ai compleanni e che vengono puntualmente spese per ‘ste cagate.
            Ma ripeto sono io che sono vecchio, sono in minoranza quindi…
            Scusate vado a lavorare che mio figlio deve prendere l’ultimo pass battaglia LOL

      • BIG LOL PER IL NICK!

        Tornando seri, non credo che tali provvedimenti vadano a svantaggiare loot box sullo stile di quelle di Overwatch. Tralasciando il Belgio che ha esagerato, l’indicazione di eventuali provvedimenti potrebbe essere quello di indicare le percentuali di drop, o magari di aumentare il drop rate delle skin leggendarie.

        • pietro smusi

          Almeno tu hai capito cosa intendevo!!!!

      • MrGrapp91

        Cavolo giocare che hobby faticoso, comporta di dover giocare…. Mi hai fatto cascare le braccia amico smusi, spero sei solo un troll addestrato da zeb perché altrimenti stiamo alla frutta… Se non ti piace giocare non farlo se non hai voglia di avere una skin non prenderla(che poi 3 euro, te apri una loot e bam te la trovi al primo colpo)

        • pietro smusi

          Sono bbastanza sicuro tu non abbia capito quello che intendevo

          • MrGrapp91

            Si ho capito ma no, se hai famiglia e non hai tempo non giochi ma che discorsi fai, se io ho l’hobby delle escursioni in montagna ma non ho tempo non è che pago qualcuno per farle al posto mio, non le faccio o mi limito al tempo che ho a disposizione, ho capito il tuo discorso ma non sono d’accordo è un discorso basato che se te vuoi una cosa devi averla a prescindere da tutto anche se non hai tempo, non ti balena la possibilità che puoi farne a meno

          • pietro smusi

            Io ho tempo di giocare ma mica sempre cosa vuol dire…

          • MrGrapp91

            Significa quello, le cose che prenderai saranno limitate al tempo che ci puoi investire, ma non è che te le compri per far prima, semplicemente non avrai qualche skin, non mi sembra ti cambia nulla e non mi pare questo gran dramma da dover parole tue “rovinare l’esperienza di gioco perché non potendo comprarla ti tocca sprecare tempo da dedicare alla vita reale per giocare per prendere suddetta skin”

        • pietro smusi

          ” spero sei solo un troll addestrato da zeb”
          Tralasciando l’italiano, uno mette un nome e un’immagine palesemente per ridere e ti dicono ste cavolate ma lol..

  • RiccardoC

    c’è una “piccola” differenza con il gioco d’azzardo; che almeno nel gioco d’azzardo la rara volta in cui vinci vinci dei soldi e potresti rientrare della somma “investita”. Qui invece che i soldi siano buttati nel ce**o è sicuro e inevitabile, dalla fortuna dipende solo quanti; ma alla fine in mano non hai nulla di valore.

    • MrGrapp91

      Io aggiungerei come differenza anche la frase finale di south park freemium isn’t free, “per ogni click, per ogni scelta, noi otteniamo un feedback che ci dice come ficcarvi questa merda giù per il culo”, questa è la vera differenza tra una loot box e una slot machine

  • Psyco98

    Oppure si tassa o anche quelle, così la gente è contenta, la selezione naturale avanza e lo stato (inserire la collettività) ci guadagna.

  • Francesco Bove

    Sebbene odii le Loot Box, se siamo arrivati a questo livello è solo colpa della superficialità di qualcuno che pensa solo ai propri soldi. Ma dico io, se volte tassare i beni virtuali fatelo, ma no, se non guadagnamo noi non lo farà nessuno, mettiamo in mezzo l’UE ed il gioco è fatto

  • Daniele

    1) Il gioco d’azzardo è considerato pericoloso perchè crea dipendenza, la dipendenza si viene a creare perchè nei VERI giochi d’azzardo si giocano soldi in cambio di SOLDI che è una cosa di cui avrai bisogno sempre e comunque.
    2) Nei giochi d’azzardo la puntata può arrivare ad essere molto alta tanto da vendersi anche dei beni propri per saldare i debiti di gioco.
    Nelle Lootbox:
    1)Si spendono soldi per cercare di avere “qualcosa” per il gioco, una volta ottenuta o ancora meglio un domani che ti rompi il cazzo e non fai più quel gioco non avrai bisogno di fare le Lootbox, quindi non possono creare dipendenza.
    2) La spesa alle Lootbox non è mai alta se ti dice male puoi buttare una ventina d’euro.

    Quanto ancora bisogna soffermarsi su questo argomento ridicolo ?

  • Giancarlo Patisso

    Fanno solo bene basta con queste loot box, pay to win, e stronzate varie