Perché dovreste provare Resident Evil 7 su PSVR (video)

Giorgio Palmieri - Mamma, se passi dal supermercato non dimenticarti di prendere i pannolini

Speciale Resident Evil 7 PSVR – Su Resident Evil 7 abbiamo speso fiumi di parole, molte delle quali rivolte ad elogiare il lavoro svolto da Capcom. Potremmo definirlo un prodotto in perenne equilibrio tra la modernità e il passato, ed esattamente ciò di cui la saga aveva bisogno, soprattutto dopo un sesto capitolo scadente sotto parecchi punti di vista, tra i quali spiccava la poca coerenza con gli stilemi di una serie che ha fatto dell’ansia il suo principale punto di forza.

Venire a conoscenza della totale compatibilità di Resident Evil 7 con il visore a realtà virtuale di Sony, ha mandato in visibilio migliaia di videogiocatori, a prescindere dai legami con la serie in questione. Ovviamente non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di toccarlo con mano e, una volta indossato il nostro fido PSVR, insieme alle cuffie per enfatizzare l’audio tridimensionale, ci siamo catapultati in una residenza Baker straordinariamente verosimile. Ecco il nostro resoconto.

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Video Speciale Resident Evil 7 PSVR

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR, in abbinata con PS4 Pro.

Irrefrenabili emissioni

Apriamo una piccola parentesi sui tecnicismi, prima di iniziare con l’analisi vera e propria: Capcom ha cercato in tutti i modi di rendere l’esperienza VR quanto più confortevole possibile attraverso l’implementazione di una serie di impostazioni rivolte proprio alla personalizzazione di vari aspetti del movimento.

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Di base, la rotazione dell’inquadratura è affidata all’utilizzo combinato della testa, sia per mirare che per girarsi, e dell’analogico destro, con il quale potrete regolare l’angolo di visuale con scarti di 30° l’uno dall’altro. Tuttavia, lavorando sulle opzioni, sarete in grado di studiare il metodo di controllo ideale per le vostre esigenze, dovute principalmente alla chinetosi, o mal da trasporto che dir si voglia, la croce di questo nuovo tipo di intrattenimento che provoca nausea a seconda della tolleranza di ciascuna persona. Chiuso l’argomento, possiamo affermare che Resident Evil 7 su PSVR è un titolo rivoluzionario perché, banalmente, si ha la sensazione di essere lì, un’emozione impossibile da descrivere senza averla provata sulla propria pelle.

L’ambientazione disturbante trasuda tensione da tutti i pori, e quell’incubo degradante visto sullo schermo del proprio televisore prende vita grazie ad un’eccellente analisi delle forme, dove le dimensioni sono calcolate su scala praticamente reale.

È anche vero che la grafica subisce un evidente calo con la realtà virtuale, nonostante il gioco stia girando su una PS4 Pro, ma la visuale libera consente al giocatore di apprezzare meglio alcuni dettagli, come gli insetti sulle pareti, causa primaria di conati imprevedibili, o sui particolari di un quadro, semplicemente spostando la testa. Inoltre, proprio perché il gioco è ambientato in larga parte in luoghi chiusi, il problema della riduzione grafica viene attenuato, poiché, come ben sappiamo, il visore mostra il fianco soprattutto sulle lunghe distanze.

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A proposito di immedesimazione: un banale atto come l’apertura della porta può essere un qualcosa di incredibile se visto attraverso il PSVR, tant’è che ci siamo spaventati più di un volta anche solo nel vedere le mani del protagonista compiere un gesto così naturale. Per non parlare poi della possibilità di sbirciare sporgendosi dalle coperture, un elemento che porta il videogioco ad un nuovo livello di interattività. Tuttavia, uno degli aspetti meglio riusciti è rappresentato dal suono, su cui è stata svolta un’impresa titanica: non solo è di qualità eccelsa, ma aiuta l’utente a capire la distanza e la posizione esatta dei nemici, purché utilizziate le cuffie.

Per ora ci siamo focalizzati unicamente sugli aspetti positivi che, in tutta franchezza, possono essere considerati oggettivi. Apprezziamo lo sforzo e la volontà del team di sviluppo nell’aver trasportato l’esperienza classica in una dimensione totalmente nuova, che non fatichiamo a definire come tra le migliori in termini di coinvolgimento, supportata anche da alcune sezioni palesemente costruite per essere esaltate dal PSVR.

Ciononostante, quando si parla di titoli su realtà virtuale, specie se si prende in esame un videogioco così complesso come Resident Evil 7, la soggettività riveste un ruolo fondamentale. Pertanto, a nostro malincuore, dobbiamo ammettere che non siamo riusciti a superare i trenta minuti di gioco consecutivi a causa della nausea, un problema da attribuire anche ad alcune opinabili scelte di design.

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In primis perché, talvolta, nelle situazioni più concitate, lo scarto tra fasi giocate e filmati è caratterizzata da una dissolvenza nera davvero fastidiosa, che rende le scene meno armoniose del dovuto. Le sequenze d’intermezzo pre-renderizzate, tra l’altro, non sono state adattate, tanto ché vengono proiettate su uno schermo digitale, come succede con il classico lettore multimediale di PlayStation. In un certo senso, però, capiamo la soluzione intrapresa, anche se ci sarebbe piaciuto magari gustarli a trecentosessanta gradi sul visore, ma comunque si può soprassedere su tale mancanza, sebbene spezzi inevitabilmente l’armonia. L’interfaccia, poi, è tra i difetti da segnalare e che necessiterebbero di una limatura immediata, dato che va a compenetrarsi spesso con i modelli a schermo.

Un elemento invece impossibile da trascurare risiede sul ritmo che, per forza di cose, richiede spostamenti continui e scatti, spesso imprevedibili, con i quali bisogna imparare a convivere. Nel nostro caso purtroppo la sensazione di malessere proviene proprio dallo stile di gioco e dai movimenti di oscillazione della telecamera, alimentati dal fatto che il sottoscritto soffre un po’ di mal d’auto. Sia chiaro che personalmente di titoli in VR ne ho provati a bizzeffe, e mi permetto di catalogare Resident Evil 7 tra quelli che potrebbero causare forti fenomeni di motion sickness, benché ciò cambi da persona a personaL’abitudine può migliorare e attenuare il problema, eppure questa non è una regola per tutti.

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Ecco perché Resident Evil 7 su PSVR è un’esperienza da provare, perché il termine “provare” assume il mero significato della parola: è innegabile che sia avveniristica, mostrando un livello di immersività tale da far impallidire il videogioco tradizionale, ma il rischio che rimanga circoscritta a chi non è così suscettibile alla chinetosi è evidente, un aspetto che può essere portato alla luce esclusivamente attraverso una prova sul campo. In ogni caso, fare pause a intervalli regolari aiuta, ed è sicuramente una buona idea per goderselo appieno, ma proprio per questo motivo non vi consigliamo di correre a comprare un PSVR esclusivamente per il titolo in questione, nonostante l’indiscutibile bontà del prodotto.

In definitiva, l’ultima fatica di Capcom su realtà virtuale non vi lascerà indifferenti e, anzi, sarà capace di farvi rimanere a bocca aperta, purché siate capaci di domarlo e sopportarlo, e non solo per colpa del disgusto provocato dalla sua ambientazione malata.