Perché Red Dead Redemption 2 sarà rivoluzionario (speciale)

Giorgio Palmieri -

Speciale Red Dead Redemption 2 – Di Red Dead Redemption 2 sappiamo poco. Anzi, a onor del vero, sappiamo il giusto. Conosciamo la data (26 ottobre), alcuni dettagli vaghi sul gameplay, e che… esiste. Tanto potrebbe bastarci, visto il team che c’è dietro. Tuttavia, alla curiosità non c’è mai fine, e i motivi per cui parlarne ancora una volta sono molteplici. Oggi disquisiamo del perché la nuova fatica di Rockstar Games sconvolgerà l’industria (un’altra volta), tanto da porre delle nuove basi per il videogioco in sé, se tutto va come previsto.

Editore Rockstar Games
Sviluppatore Rockstar Games
Piattaforme PS4, Xbox One
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore
Lingua Italiano (testi)
Prezzo e acquisto 69,99€ PS4/XB1

Video Speciale Red Dead Redemption 2

I concetti espressi nei paragrafi a seguire sono racchiusi nel seguente video, che include i trailer promozionali e le immagini del gioco rilasciate da Rockstar Games.

Una nuova generazione

Parliamoci chiaro: quando Rockstar Games scende in campo, tutti stanno ad ascoltarla, in silenzio. Un evento più unico che raro, se si considera che l’azienda statunitense non ha ancora realizzato un titolo per le attuali piattaforme.

Trattandosi di una sorta di riproposizione, Grand Theft Auto V non fa testo, almeno fino ad un certo punto: del resto, ci sono così tante copie vendute del titolo in questione che, statisticamente, un possessore su tre di PS4 o Xbox One ne ha una in casa. Nel caso vi fosse sfuggito, GTA V è ufficialmente il terzo videogioco più venduto di sempre con le sue 90 milioni di unità piazzate, di cui 15, sempre milioni, distribuite solo nel 2017. Cifre fuori di testa, che inquadrano la portata di un progetto come Red Dead Redemption 2, di fatto il primo titolo di Rockstar Games ad essere sviluppato appositamente, e da zero, per PS4 e Xbox One.

Una produzione di dimensioni gargantuesche che abbraccia ogni lato della società, seguendo un processo di sviluppo multi-studio in cui vengono condensati i talenti di ciascun team: da North a San Diego, passando per New York, Toronto e New England, i vari organismi lavorano insieme per confezionare, a detta loro – e non stentiamo a crederci –, un videogioco rivoluzionario, un’esperienza che possa essere definita di nuova generazione, capace di innovare l’idea che abbiamo oggi di open world, utilizzando tecnologie all’avanguardia per creare livelli di immersione senza precedenti, sia nel gioco in solitaria che in multigiocatore.

La cornice narrativa, che fungerà da apripista alle opportunità dell’esperienza, vede protagonista un fuorilegge di una famigerata gang. L’anno è il 1899, e gli sceriffi di tutto il paese stanno mettendo la parola fine sulle ultime bande di malviventi di un Vecchio West sempre più “nuovo”, più strutturato e controllato dalla legge. Tra le poche rimaste c’è Arthur Morgan – il protagonista a cui ci riferivamo poc’anzi – e la sua colorata gang, che, dopo aver fallito una delle più grandi rapine nella città di Blackwater, dovranno fuggire a gambe levate, con agenti federali e cacciatori di taglie alle calcagna, pronti a mettere le loro teste su una picca.

L’aspetto su cui Rockstar Games pare puntare maggiormente risiede nell’influenza che il giocatore avrà sul mondo di gioco. Parliamo di un livello di profondità tale da offrire un’interazione totale su personaggi, animali e ambiente, senza dover passare necessariamente alle maniere forti. Ciò sembrerebbe possibile grazie ad una nuova e complessa tipologia di intelligenza artificiale, un fattore spesso trascurato nelle produzioni odierne, ancorate a stilemi obsoleti: stando alle promesse dell’azienda, i giocatori potranno iniziare o essere coinvolti in una conversazione con la quasi totalità dei personaggi, e queste interazioni cambieranno anche in base al contesto e alle situazioni nelle quali si ritroverà il vostro alter ego virtuale, che muteranno a seconda delle azioni.

Il mondo dunque reagirà attivamente agli stimoli dell’utente, che sia un gesto amichevole o uno aggressivo, costruendo così uno scenario dove i comportamenti dei personaggi donano l’illusione di non essere linee di codice, ma vite complesse che si snodano lungo variabili imprevedibili, credibili e modificabili in funzione del giocatore stesso. Di conseguenza, un sistema di moralità andrà a riassumere i vostri atteggiamenti nei confronti dei personaggi e delle attività quotidiane, e i vari livelli di onore raggiunti avranno differenti conseguenze.

Al di là dello studio approfondito condotto sull’interazione, il punto focale dell’avventura ribolle senza dubbio nella banda, non solo a livello di trama, ma anche nelle sfumature della giocabilità. Arthur, il protagonista, vede la gang come una famiglia vera e propria, e il gioco edifica su questa figura un tessuto di rapporti molto forti, perché ciascun membro sarà caratterizzato a dovere, avrà la sua storia e il suo spazio nel corso del viaggio.

I giocatori saranno liberi di interagire con ogni componente del gruppo in qualsiasi momento, e i dialoghi potrebbero aprire nuove vie per attività, missioni secondarie o incarichi del tutto accessori, come rapine, una battuta di caccia o la pesca, con l’obiettivo di conoscere meglio certi retroscena, e di recuperare risorse necessarie per tenere in piedi il campo base.

Spunta una sorta di aspetto gestionale legato alla banda, visto che bisognerà partecipare al mantenimento recuperando cibo e soldi per sopravvivere. A quanto pare non sarà obbligatorio, ma sarete ricompensati per aver contribuito positivamente alla manutenzione del campo, che, di fatto, sarà itinerante: del resto, una gang di fuorilegge non può mai sentirsi al sicuro troppo a lungo nello stesso posto.

Come non menzionare poi il cavallo, compagno di mille avventure, che in Red Dead Redemption 2 vestirà un ruolo di primaria importanza, sia come mezzo di trasporto che come personaggio di spicco. Rockstar Games promette razze diverse, con personalità differenti, che reagiscono a loro volta in modo unico al terreno, all’acqua, alla paura, allo stress e alle stesse interazioni di Arthur, che potrà curare il suo amico equino, nutrirlo e calmarlo quando è agitato. E più esperienza vivrete con uno in particolare, più questo si fiderà di voi e diventerà più performante, più veloce, e più resistente.

Si potranno poi catturare cavalli selvaggi, e usare le bisacce per trasportare armi aggiuntive, e persino le carcasse degli animali. Dimenticatevi quindi del classico pulsante da premere per estrarre la pelle o la carne a seduta stante, perché sarà necessario portare la preda uccisa dal conciatore o dal cuoco prima che questa cada in putrefazione. Ciò fa capire il realismo, anzi, la concretezza che l’azienda americana vuole donare al suo nuovo open world, un mondo in cui sì, c’è una storia, e una modalità multigiocatore che avremo modo di analizzare in futuro, ma che si preoccupa in special modo di immergervi in un universo da vivere, dove persino gli interni vanteranno dettagli maniacali, e dove le azioni che abbiamo sempre eseguito in altri titoli del medesimo genere riceveranno tutta un’altra dimensione di profondità.

Un’intelligenza artificiale mai vista prima e la garanzia di un nome come quello di Rockstar Games fanno di Red Dead Redemption 2 uno dei titoli più attesi e importanti di questo 2018. Appuntamento al 26 ottobre, che cade proprio di venerdì: insomma, non prendete impegni per quel fine settimana.

Red Dead Redemption 2 – Trailer

Red Dead Redemption 2 – Screenshot