Steam impedisce di rivendere i giochi digitali usati? Un tribunale francese la condanna, ma forse non è una buona notizia

Edoardo Carlo Ceretti

La rivoluzione digitale ha avuto un enorme impatto anche sull’industria videoludica, causando il progressivo abbandono delle copie fisiche dei giochi. Le copie digitali, insieme ai tanti pro che comportano, prestano il fianco a svantaggi non da poco, su tutti l’impossibilità della compravendita dell’usato. Occorre rassegnarsi a qualche effetto collaterale del progresso? Non ditelo ai francesi.

L’UFC-Que Choisir – associazione che tutela i diritti dei consumatori francesi – tempo va aveva intentato una causa contro Valve – che con la sua creatura Steam domina il mercato della distribuzione digitale dei videogiochi – accusandola proprio di ledere uno dei diritti basilari dei consumatori, ovvero di disporre del prodotto acquistato (pur digitale) come meglio crede, compresa la possibilità di rivenderlo. E, a sorpresa, un tribunale francese le ha dato ragione, condannando Valve sulla base di una serie di direttive dell’Unione Europea.

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Le conseguenze di questa storica sentenza sono però tutte da verificare e non saranno per forza rosee per i consumatori. Se infatti Valve – e tutti gli altri attori nel campo della distribuzione digitale dei videogiochi – venisse costretta a rivedere profondamente gli accordi di licenza per il mercato europeo, il servizio offerto fino a questo momento potrebbe cessare, sostituito da un piano di abbonamenti con licenza agli utenti concessa a tempo determinato, in stile Netflix per intenderci.

Anche il futuro dei titoli ad accesso anticipato e degli aggiornamenti gratuiti per i giochi acquistati potrebbe essere messo a repentaglio secondo alcuni, con il rischio di rendere il mercato europeo una realtà separata rispetto all’industria videoludica mondiale, con titoli anche di primo livello che potrebbero non giungere più alle nostre latitudini. Un futuro a tinte fosche forse troppo catastrofico, ma è molto probabile che questa sentenza comporterà qualche conseguenza spiacevole per i consumatori. Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi della vicenda.

Via: Reset Era, Multiplayer
  • Marco

    Piuttosto che perdere il mercato europeo penso adeguino gli altri. Nel senso che il cinese è già isolato, gli altri non mi sembrano paragonabili a tutta Europa.