Il teardown di Nintendo Classic Mini SNES ne conferma la semplicità. Ma quanto è adorabile? (video)

Edoardo Carlo Ceretti

Lo stupendo – per noi inguaribili nostalgici – Nintendo Classic Mini SNES è finalmente giunto nella nostra redazione, vi abbiamo infatti mostrato l’unboxing e il primo avvio. A breve pubblicheremo la recensione completa, per illustrarvi pregi e difetti di questa console in miniatura che, anche soltanto in qualità di oggetto, trasuda adorabilità e carisma da tutti i pori.

Quasi 30 anni però la separano dalla sua originale progenitrice e non è una sorpresa che, per far girare in modo completo un pur vasto parco di titoli del Super Nintendo, sia ora sufficiente un hardware semplicissimo – molto più di quello presente all’interno dei vostri smartphone – dal peso irrisorio e alloggiabile in una scocca dalle dimensioni davvero ridotte. Lo si capisce prendendo in mano il Classic Mini SNES per la prima volta e constatandone una leggerezza sorprendente.

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Per avere però una prova tangibile di cosa sia contenuto all’interno dell’incantevole scocca in plastica della nostra piccola console è necessario un teardown e, per l’occasione, ci possiamo affidare al sempre puntuale Zack del canale YouTube JerryRigEverything. La sua è la versione USA ma, come ben saprete, cambia l’estetica della scocca, ma non cambiano i componenti interni.

Per smontare Nintendo Classic Mini SNES è sufficiente rimuovere 4 viti coperte dai piedini in plastica, per svelare subito l’estrema semplicità dell’hardware: la scheda madre (coperta da una piastra metallica per la dissipazione del calore) dove sono alloggiati CPU e memoria interna per i giochi precaricati, un paio di connettori per l’input ai controller e ai tasti power e reset e… basta, tutto qui!

Anche i joypad in dotazione subiscono lo stesso trattamento della console, rivelando una costruzione altrettanto semplice, frutto della combinazione di una board centrale e di tasti in gomma o plastica. Tutto molto interessante, ma rimane difficile spiegare come da un oggetto così semplice, costruito con materiali piuttosto economici e con un così basso tasso tecnologico, possa scaturire così tanta poesia.

Fonte: YouTube