The Elder Scrolls Online: Greymoor mi ha riportato a Skyrim (foto e video)

Vezio Ceniccola La mia prima volta su ESO, il gioco MMORPG di ZeniMax e Bethesda

The Elder Scrolls Online si rinnova con la prima espansione della serie Cuore Oscuro di Skyrim, il DLC Greymoor, che ci riporta proprio nelle lande di Western Skyrim. Una terra gelida e pericolosa, ma ben conosciuta da tutti gli appassionati della serie, visto che è questa la regione in cui si svolgono le vicende di The Elder Scrolls V. Proprio questo aspetto mi ha spinto a provare per la prima volta le capacità di ESO, al quale non mi ero mai avvicinato prima d’ora, sebbene sia un grande amante della saga classica. E dunque, com’è andata la mia prima volta su The Elder Scrolls Online? Ha senso iniziare a giocarci adesso partendo da Greymoor? Ve lo racconto subito, datemi solo il tempo di togliermi la freccia dal ginocchio.

Editore Bethesda Softworks
Sviluppatore ZeniMax Online Studios
Piattaforme PC Windows, PS4, Xbox One
Genere MMORPG
Modalità di gioco Multiplayer online
Lingua Inglese (testo e audio)
Prezzo e acquisto 39,99€ (Steam) | 69,99€ (PS4) | 69,99€ (Xbox)

MMO, ma non solo

Ci sono due motivi per cui non avevo mai iniziato a giocare a The Elder Scrolls Online prima d’ora. Il primo è che non amo gli MMO, di qualsiasi forma e genere. Il secondo è che ESO mi è sempre sembrato una versione semplificata rispetto ai classici TES, com’era il già citato Skyrim. Anche dopo averci giocato rimango fermo su entrambi i punti, ma il discorso è molto più complesso di quanto possiate credere. Questo perché ESO è un MMORPG molto particolare e lo si capisce sin dai primissimi istanti di gioco, anzi sin dalla schermata di caricamento, che con la nuova espansione Greymoor raffigura le vette innevate di Skyrim. Il ricordo delle lunghe ore passate ad esplorare quelle terre mi mette già in uno stato d’animo eroico, mi fa sentire il peso della missione che mi aspetta.

Come ovvio, la prima cosa da fare per me che sono un novizio del gioco e parto dal livello zero è la creazione del personaggio. Sin da subito riconosco i marchi di fabbrica di TES: l’ambientazione, le razze, le classi, i dettagli delle armature. Mi stupisco che non sia possibile scegliere la razza imperiale, da sempre la mia preferita, perché esclusiva di un pacchetto di contenuti da comprare a parte nel negozio di gioco. È il primo segno di una strana sensazione che mi accompagnerà per tutta la mia avventura su ESO, ma ne parleremo meglio tra poco. Per adesso scelgo la razza Nord e la classe Dragonknight: trattandosi di un DLC ambientato a Skyrim, mi sembra l’accoppiata più indicata.

Da segnalare che tali scelte non sono vincolanti, come da sempre per la serie TES: qualunque sia la razza e la classe, un personaggio può diventare ciò che vuole nel mondo di gioco, specializzandosi nel combattimento, nella magia o nelle altre caratteristiche senza grandi limitazioni. Il fatto che anche The Elder Scrolls Online abbia mantenuto quest’impostazione è certamente da lodare.

Un nuovo (vecchio) inizio

I primi minuti di gioco per chi inizia su Greymoor sono un tuffo al cuore: siamo di nuovo prigionieri, incatenati su un carretto che viaggia in mezzo al gelo. All’improvviso il carro viene assalito da un gruppo di vampiri, licantropi e altri personaggi demoniaci che sterminano tutti i soldati di scorta al carro. Nella confusione noi veniamo sbalzati a terra: le immagini si fanno confuse, prima di svenire vediamo solo una donna mascherata che ci guarda e dice di metterci in gatta buia.

Ci risvegliamo in una prigione deserta, se non fosse per una voce che ci chiama. Apriamo un sarcofago e facciamo la conoscenza di Fennorian, uno dei prigionieri sul carro insieme a noi: è un vampiro, ma uno di quelli buoni. Con non poche difficoltà riusciamo a scappare dalla prigione, sterminando tutti i mostri che ci si parano davanti, fino ad arrivare sulla cima della torre più alta della prigione: anche qui sfoderiamo le armi – rubate qualche minuto prima – e ce le diamo di santa ragione con la strana donna mascherata che ha operato il nostro rapimento.

Dopo aver inflitto la giusta lezione alla gentile signora, Fennorian ci spiega che si trattava di una strega e che il mondo è in pericolo. A quanto pare, saranno proprio le streghe della congrega di Icereach il cuore della storia narrata da questo DLC, che nel corso delle sue vicende – ambientate ben 1.000 anni prima di TES V – ci porterà verso Solitude, ci farà fare la conoscenza della coraggiosa Lyris Titanborn e poi ci spingerà nelle viscere di Blackreach.

In poche scene, dunque, ci sono già tutti gli elementi che caratterizzano maggiormente quest’espansione: la citazione diretta all’inizio di Skyrim, un mondo di gioco gelido e misterioso, le creature demoniache che devastano con violenza l’ordine del mondo, la (s)fortuna di trovarsi sempre coinvolti nel mezzo di eventi più grandi di noi. Niente male come tutorial, se così vogliamo chiamarlo.

Skyrim ma non troppo

Una delle cose che mi ha subito colpito di ESO è il suo stretto rapporto di parentela con Skyrim, in particolare ora che è arrivato il DLC Greymoor. L’interfaccia di gioco è molto simile a quella di TES V, sebbene ci siano chiare aggiunte dovute all’impostazione MMO: sulla destra è presente un comodissimo selettore della missione corrente, che si può cambiare con un tasto; in basso a sinistra ci sono invece la chat e le icone di notifica, che permettono di vedere a colpo d’occhio se abbiamo ricevuto messaggi dai nostri amici.

Anche i comandi ricordano da vicino quelli dei capitoli classici, dunque mi sono trovato subito a mio agio. Certo, sono tanti ed è necessaria qualche ora di gioco per padroneggiarli, ma è normale per titoli così complessi. Per fortuna, il pulsante da premere viene spesso visualizzato vicino all’oggetto con cui possiamo interagire, cosa molto utile anche per capire su cosa intervenire. Infatti, a differenza dei capitoli classici di TES, non è possibile raccogliere tutto quello che ci pare, ma solo determinati oggetti. Ad esempio, le armi si possono prendere solo da terra o dai mobili, non dai nemici sconfitti; una piccola delusione.

Questo comunque ci aiuta molto per quanto riguarda la raccolta di oggetti, scoraggiandoci a riempire subito l’inventario. Una cosa che comunque non tarderà a capitare: io sono riuscito a riempirlo prima ancora di finire il tutorial. Molti degli oggetti raccolti possono essere usati per il crafting, utile sia per le pozioni che per le armi. Sfruttando le stazioni di creazione, presenti nella maggior parte delle città e non solo, è possibile costruire praticamente di tutto, facendo anche salire il nostro livello d’esperienza nelle varie arti di crafting.

A proposito d’esperienza, questo è ancora uno dei fattori fondamentali del gioco. Acquisire punti esperienza è facile, visto che è possibile farlo in mille modi diversi. Quando si accumulano abbastanza punti si sale di livello e si possono sbloccare nuovi punti abilità, da investire a seconda del nostro giudizio su salute, stamina o magicka. Ci sono poi diverse skill lines per le abilità attive e passive, più una sorta di ultimate da usare col tasto R.

Un mondo di quest

Al di là della missione principale, l’espansione Greymoor è ricca anche di tantissime missioni secondarie e contenuti di ogni genere, giocabili sia in singolo che in gruppo. Vagando per il mondo di gioco si finisce spesso per trovare oggetti o personaggi col classico simbolo luminoso che indica l’inizio di una nuova quest. La tentazione di fermarsi è ogni volta irresistibile: in poche ore si possono accumulare decine di missioni, piccole e grandi, dunque bisogna fare attenzione se ci si vuole concentrare sulla storia principale del DLC.

Non mancano le diverse gilde presenti da sempre nel mondo di TES, ciascuna con una propria linea narrativa e con un livello da incrementare. Le gilde permettono di ottenere ricompense esclusive e sono un aspetto non secondario: entrare nel giro giusto può essere davvero importante. Curiosamente in alcune città, come ad esempio Solitude, sono presenti mercanti che possono commerciare solo con i membri della propria gilda.

I dialoghi con i personaggi sono molto ben caratterizzati. Sono stato colpito dalla profondità di alcune quest e dal buon doppiaggio dei personaggi principali, che in alcuni casi non hanno nulla da invidiare a quelli di TES V. Peccato solo che il gioco sia completamente in lingua inglese: se non avete un buon rapporto con tale idioma sarà difficile seguire bene ogni linea narrativa.

La possibilità di poter giocare insieme ad altri giocatori reali aggiunge una profondità che non avevo mai provato nei capitoli classici di TES. Sia chiaro, il multiplayer è una cosa molto divertente e spesso anche utile, specialmente per gli utenti alle prime armi, anche se porta con sé evidenti effetti collaterali: veder gironzolare per la mappa personaggi vestiti in maniera assurda – con pet o cavalli ancora più assurdi al seguito – rompe completamente l’atmosfera seriosa di alcune parti di gioco.

Molto interessante anche la parte riservata al PVP, che si basa sulle tre alleanze in cui sono distinte le razze. Personalmente non è una modalità che mi entusiasma, ma ho visto le grandi potenzialità per i veterani che vogliono darsele tra loro. Il Dungeon Finder e gli altri strumenti di comunicazione messi a disposizione permettono di trovare facilmente altri giocatori reali con cui affrontare qualche missione: un modo rapido per fare esperienza e collezionare risorse. Attenzione ai tempi di attesa, che a volte sono un po’ troppo lunghi.

Il negozio della discordia

Qual è l’elemento che fa capire meglio che ci troviamo in un MMO? Il negozio in-game che vende tutto il vendibile. In questo caso si chiama Crown Store ed è la cosa che più mi fa disamorare da questo tipo di giochi. Anche perché quando dico che vende “tutto” intendo seriamente “tutto“: dalle parti estetiche alle armi, dai cibi agli ingredienti delle pozioni, dai DLC ai pet esclusivi. Tutto può essere acquistato con moneta reale e comporta anche grandi conseguenze in gioco, soprattutto per quanto riguarda alcune quest esclusive a pagamento.

Inoltre, è ancora presente ESO Plus, vale a dire l’abbonamento a pagamento che permette di accedere a tantissimi contenuti esclusivi con una piccola cifra mensile. Gli utenti VIP in possesso di questa sottoscrizione hanno diversi vantaggi, per esempio quello di avere un inventario sbloccato per alcuni tipo di oggetti e un bonus all’accumulo di oro, esperienza e altro ancora.

Difficile dire quanto queste meccaniche influenzino l’esperienza di gioco. Per me, da non amante degli MMO, sono fattori antipatici e demotivanti. In particolare, ci sono delle cose che mi hanno davvero sorpreso: come dicevo all’inizio, per scegliere la razza imperiale è necessario acquistare un pacchetto apposito, ma anche per effettuare particolari operazioni bisogna spendere corone, come ad esempio cambiare il nome o l’aspetto fisico del personaggio. Per fortuna è possibile creare fino a 9 personaggi diversi per account, ciascuno con la sua identità, quindi si può tranquillamente sperimentare con le diverse classi e razze.

Ha senso iniziare adesso?

Iniziare adesso a giocare a The Elder Scrolls Online ha senso, eccome. Malgrado gli anni passati dalla nascita del gioco non siano pochi, Greymoor è probabilmente la miglior porta d’accesso per i nuovi utenti, soprattutto per chi ha già giocato a TES V: cominciare dalle familiari terre di Skyrim è il modo più semplice per entrare in un mondo di gioco simile ma diverso, con alcune meccaniche nuove da imparare e un livello d’interazione con l’ambiente molto più profondo grazie alla presenza degli altri giocatori reali.

Sia in modalità giocatore singolo che in gruppo ci sono tantissime attività da svolgere, non ci si annoia mai. La grande libertà data al giocatore permette di scegliere se portare avanti la trama principale, perdersi nelle missioni secondarie, andare all’avventura con i propri amici o scendere nelle profondità dei dungeon insieme a qualche sconosciuto, tutto in maniera organica e consistente. Difficile dire quale sia la cosa più divertente, incalcolabili le ore che si possono perdere tra un’attività e l’altra.

Rimane notevole l’atmosfera generale del gioco, ancora più variegata per merito dell’enormità del mondo esplorabile: fare un giro a Vvardenfell, sull’isola di Summerset o nella terra dei Khajiit è un sogno che si realizza per gli appassionati della serie TES, me compreso. Questo, tra l’altro, fa capire bene anche come le potenzialità di ESO siano infinite, visto che le regioni di Tamriel sono tante e le storie da raccontare ancora di più.

La nuova espansione Greymoor è già disponibile su PC e arriva oggi 10 giugno 2020 anche su PS4 e Xbox One. Se volete saperne di più a riguardo vi lasciamo il link al sito ufficiale, più il trailer e alcuni screenshot di gioco qui in basso.

ESO: Greymoor – Trailer

ESO: Greymoor – Screenshot

  • Giovanni aka Maiti Gion

    “datemi solo il tempo di togliermi la freccia dal ginocchio” LOL!!!

    A parte la tua citazione, devo dire che condivido pienamente il giudizio sugli MMO che proprio non riesco a farmi piacere…. deve essere un problema di generazione perché mio figlio 14enne per esempio non è mai riuscito ad appassionarsi ai classici RPG o adventure “con la storia” in single player… e si che l’ho tirato su proprio con Skyrim eh, in assoluto, insieme a Oblivion il gioco su cui ho perso più ore della mia vita! 😀

    Sarei curioso di provare l’espansione solo per il gusto di fare la parte iniziale, ma mi sa che preferisco sfruttare il poco tempo che ho con The Witcher 3 preso a saldi poco tempo fa.