The Last of Us 2: la nostra anteprima in attesa della recensione completa (video 4K)

Lorenzo Delli -

Anteprima The Last of Us Parte 2

Se ci seguite sui nostri canali social potreste già sapere che stiamo giocando The Last of Us Parte II, uno dei titoli PS4 più attesi della stagione. La recensione vera e propria uscirà il 12 giugno prossimo alle ore 09:01, una settimana prima del suo arrivo sul mercato. Intanto ecco la nostra video anteprima realizzata con spezzoni di gameplay catturati in 4K su PS4 Pro. Prima però se vi va lasciate un like al video o un commento a riguardo del gioco o di questa anteprima e magari iscrivetevi anche al canale se ancora non lo siete!

Quello di oggi è solo un primo, piccolo assaggio delle nostre impressioni a riguardo del seguito di quello che all’epoca fu il canto del cigno di PS3. E per certi versi anche The Last of Us 2 ha questo ruolo, quello di chiudere una generazione di console, nettamente dominata da Sony come dimostrato i dati di vendita, con un’altra grande opera.

Un’opera che, vi anticipiamo, farà discutere e non poco. Perché una cosa è chiara e lampante: The Last of Us Parte II è un gioco estremamente violento. Ma non si tratta di mera violenza adatta ad un pubblico maggiorenne. TLOU 2 è crudo, disturbante, shockante, tanto da far vacillare anche chi l’arrivo della maggiore età se l’è lasciato alle spalle già da tempo. Merito anche del Naughty Dog Game Engine, il motore grafico proprietario che nel tempo si è ulteriormente evoluto, e anche delle sessioni di motion capture che sono servite a donare maggiore espressività ai personaggi. Ma ci torneremo in sede di recensione. Vi chiediamo però uno sforzo, quello di contestualizzare questa violenza, un’analisi che non è riuscita a tutti gli spettatori dello State of Play andato in onda il 27 maggio scorso. C’è infatti chi ha puntato il dito sul gioco, evidenziandone appunto l’inutile e reiterata brutalità contro uomini e animali. Cerchiamo però di contestualizzarla appunto, non tanto per via dell’ambito videoludico, giustificandola perché è violenza virtuale. Quanto più cercare di capirla visto quello che è il contesto di The Last of Us, un mondo post-apocalittico dove i pericoli sono dietro l’angolo, la tensione si taglia con un coltello e dove spesso, se non uccidi, sei te a rimanere ucciso. Comunque, come già detto, ci torneremo fra qualche giorno.

Oggi vogliamo concentrarci su parte del gameplay e su un po’ di dettagli riguardanti una zona di gioco che potreste già aver visto nello State of Play. Dopo che Neil Druckmann stesso, il vice-presidente di Naughty Dog nonché direttore del gioco, ha svelato moltissimi dettagli a riguardo proprio delle meccaniche di gioco di The Last of Us 2, durante la diretta sono stati mostrati alcuni minuti inediti del nuovo capitolo.

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Ellie si trova a Sidney, nello stato nord-occidentale di Washington. Lontano da casa quindi, ma dov’è casa? Ellie e Joel alla fine di The Last of Us hanno raggiunto Jackson, una comunità che si è formata proprio dove sorgeva l’omonima cittadina nello stato del Wyoming. E che ci fa Ellie a Sidney, così distante dal posto che dovrebbe chiamare casa? Quale evento scatenante l’ha portata a rifarsela con le persone che vediamo anche nella nostra video anteprima? Tutte domande a cui non vi daremo risposta, per il semplice motivo che anche The Last of Us Parte II, esattamente come il primo capitolo, basa parte dell’esperienza proprio sulla storia, sulle interazioni tra i personaggi, sull’incastrarsi di eventi che hanno conseguenze. Nel video la protagonista si sta recando a quella che sembra una struttura ospedaliera in disuso, comunque occupata dalle forze di un gruppo locale conosciuto con il nome di Washington Liberation Front.

Quello che vi possiamo dire è che chi ha giocato a fondo il primo The Last of Us, si troverà praticamente sin da subito a suo agio con le dinamiche di questo secondo capitolo. L’obiettivo di Naughty Dog non era quello di stravolgere il gameplay o di innovare a tutti i costi. No, l’obiettivo è nuovamente quello di raccontare una storia, di farlo anche attraverso le capacità attoriali dei professionisti coinvolti. E soprattutto è anche quello di farci empatizzare con i protagonisti e non. Certo, le novità non mancano. E quelle di maggior rilievo sono probabilmente da ricercarsi nello stile delle ambientazioni e di conseguenza in quelli che saranno i teatri degli scontri, così come l’ospedale mostrato dal team di sviluppo.

Quasi tutti gli scenari si estendono in orizzontale e in verticale. Ognuno offre decine e decine di spunti per rendere gli scontri quanto più possibile “personalizzati”. Potete decidere di fare un gran casino, sfoderando armi da fuoco o esplosivi e sfruttando allo stesso tempo le coperture offerte da colonne, armadi o quant’altro. Potete altrimenti darvi ad un approccio più stealth, approfittando di fessure, spazi sotto ai tavoli o appunto posizioni strategiche (magari dall’alto) per abbattere gli avversari senza fare rumore. O ancora, in certi casi, potreste decidere di evitare del tutto lo scontro, di sfruttare i sensi di Ellie per ascoltare i nemici ed evitarli durante le loro ronde. Come probabilmente avrete visto anche nel video, stavolta però ci sono anche i cani, in grado di fiutare la vostra traccia e scovarvi anche al sicuro nei vostri nascondigli. In ogni caso è estremamente difficile che due giocatori affrontino allo stesso modo il medesimo combattimento. Una caratteristica che rende particolarmente interessante anche la rigiocabilità della storia.

Si passa poi da scenari all’esterno, in cui magari ci si muove anche sfruttando mezzi alternativi quali cavalli o barche, ad altri all’interno di varie tipologie di edifici della Seattle post-apocalittica. In quelli all’esterno, anche a corredo delle dinamiche stealth a cui facevamo cenno prima, stavolta si può sfruttare a nostro favore anche la vegetazione. Si cammina accovacciati o del tutto sdraiati nell’erba alta, evitando di fare rumore o di farci vedere. In ogni caso se i nemici si avvicinano troppo possono individuarci ugualmente. L’intelligenza artificiale degli avversari a tal proposito non è affatto malvagia, anche se dipende molto dal livello di difficoltà che decidete di impostare e da chi vi trovate di fronte. Non aspettatevi grande intelligenza dai runner, gli infetti più classici che comunque conservano, come nel primo capitolo, il senso della vista. Ovvio poi che i gruppi di infetti o di esseri umani agiscono in modo diverso, anche a seconda del contesto in cui vi trovate.

I combattimenti all’arma bianca poi, o comunque in generale tutti gli scontri un po’ più fisici, sono diventati ancora più intensi e scenografici. Ellie è molto più agile di Joel, e tale agilità si traduce in combattimento in movimenti fulminei che possono portarvi a scansare i colpi in arrivo, a contrattaccare e anche a sorprendere gli avversari con tattiche da vero soldato. Entra quindi in gioco la schivata, utilizzabile con la pressione del tasto L1, la vostra migliore amica in svariati contesti di combattimento. Solo che ovviamente ne faranno uso anche i vostri avversari. In tutto ciò, The Last of Us 2 non ha ceduto alla tendenza del mercato diventando in qualche modo un Action RPG o un open world, ma ci sono comunque delle derive in tal senso in buona parte ereditate comunque anche dal primo capitolo. Ci sono quindi le abilità, stavolta divise in più rami, che crescono sempre grazie all’utilizzo degli integratori che trovate esplorando il mondo di gioco. Si possono modificare le armi, rendendole più stabili o più letali. Ma non pensate comunque di trasformare Ellie in una macchina di morte indistruttibile.


Sul comparto tecnico abbiamo già speso qualche parola, ma giusto per ribadirlo, siamo ad altissimi livelli. Le animazioni di infetti, dei nemici o della stesse Ellie sono spesso incredibili. Le ambientazioni risultano cariche di dettagli, così come i modelli poligonali dei personaggi e degli oggetti. È anche l’espressività degli stessi personaggi a sorprendere, sia grazie al già citato motion capture, sia anche grazie alla dinamicità di queste espressioni, che riflettono lo stato d’animo, le condizioni meteorologiche o il dolore del momento. Ci sbilanciamo dicendo che probabilmente, a livello grafico, è una delle più belle esperienze di gioco che potrete mai sperimentare su PS4 e PS4 Pro. Certo, entrambi i modelli di console durante la riproduzione del gioco spingeranno talmente al massimo le ventole che vi sembrerà di vederle sollevarsi da terra (siamo ovviamente sarcastici), ma il bello sarà anche vedere come si comporterà il gioco su PS5, esattamente come fu per The Last of Us Remastered. Appuntamento fissato al 12 giugno quindi, quando potremo sbilanciarci un po’ di più e raccontarvi qualche cos’altro sul mondo di gioco, in parte sulla storia (senza spoiler di rilievo ovviamente) e anche su altri temi importanti che caratterizzano questa nuova ed estremamente matura opera di casa Naughty Dog.

State of Play

The Last of Us 2 – Screenshot

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