È ufficiale: si chiama PlayStation 5 (PS5), uscirà a Natale 2020 e avrà un nuovo DualShock con feedback aptico

Lorenzo Delli -

Chiamatela PS5 o PlayStation 5: quello che vi pare ma il nome è stato finalmente confermato dalla stessa Sony ai microfoni di Wired.com. In un’intervista al CEO di Sony Interactive Entertainment, Jim Ryan, è stata annunciata anche la data, o meglio, il periodo di uscita di PlayStation 5: natale 2020, o come preferiscono indicarlo in America, “Holydays 2020“.

Video Riassunto

SSD e UI

Sony al momento non ha svelato tantissimi dettagli a riguardo di PlayStation 5. Le ultime novità ufficiali erano state rivelate sempre a Wired.com da Mark Cerny, il capo progettista (per farla semplice) di PlayStation 5. Sapevamo che PS5 avrebbe avuto un SSD (se ne parla molto in questi giorni), retrocompatibilità, 8K e supporto al Ray-Tracing. A proposito proprio del Ray-Tracing, Ryan ci ha tenuto a specificare un dettaglio importantissimo, vista la confusione che si è generata a seguito dell’ultimo annuncio. Il CEO di SIE ha specificato che non si tratterà di un qualche tipo di “aggiunta software”: la GPU a livello hardware ha una “ray-tracing acceleration”! Ryan ha scherzato affermando “penso sia questo che la gente volesse sapere!”.

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Ryan ha parlato molto anche della presenza dell’SSD a bordo di PlayStation 5 e dei limiti a livelli hardware/software imposti dai vecchi hard-disk presenti ad esempio in PlayStation 4. Pensate, come suggerisce Jim Ryan, ai classici hard-disk presenti nelle attuali console di gioco che girano a 5.400 rpm (giri al minuto). Per leggere un’informazione in esso memorizzati bisogna prima trovarla, ed ogni ricerca, nonostante richieda millisecondi, è comunque una perdita di tempo prezioso, tanto che gli sviluppatori spesso duplicano alcuni asset in modo da formare “blocchi di dati contigui” che possano essere scovati e letti più velocemente.

Ryan porta l’esempio di Marvel’s Spider-Man: ci sono a quanto pare dei pezzi di dati duplicati oltre 400 volte sull’hard disk di PlayStation 4. Con un SSD tutto questo, per ovvie ragioni, non succede più. Non solo quindi si avrà una velocità di lettura delle informazioni maggiore, ma si occuperà anche meno spazio su disco. Gli sviluppatori potranno approfittarne sfruttando in modo diverso lo spazio, magari costruendo mondi ancora più vasti e dettagliati, o riducendo al minimo lo spazio occupato dal gioco o dalle patch correttive. In ogni caso, continua Ryan, su PlayStation 5 ci sarà un driver ottico che funzionerà anche da Blu-ray 4K (finalmente!) e i dischi di gioco avranno una capienza massima di 100 GB.

Come funzionerà l’installazione dei giochi? “In modo diverso da PS4” specifica Ryan. Grazie anche alla presenza dell’SSD e ai tempi ridotti di installazione, i giochi non verranno più trattati come enormi blocchi di dati. Diventeranno più “modulari”: ad esempio potremo installare solo la sezione multiplayer di un titolo per lanciarci subito in partita lasciando l’installazione della sezione single player per un altro momento, o magari installare il tutto e disinstallare la sezione singleplayer, ma non quella multiplayer, per fare spazio per altri titoli. A tal proposito ci sarà un’interfaccia di utilizzo completamente rinnovata, e ciò ci porta al successivo argomento.

PlayStation 5 arriverà con una home completamente ridisegnata. I giochi installati sulla console forniranno informazioni in tempo semi-reale su quelle che sono le possibilità attività in cui lanciarsi. Cerchiamo di spiegarci. Invece di avere una home con solo giochi e attività degli amici, ci saranno appunto finestre legate ai giochi installati che permetteranno, alla stregua di vere e proprie scorciatoie, di lanciarci in un match online, di affrontare una missione singleplayer di un determinato gioco vedendo anche in anteprima quali sarebbero gli eventuali premi per il suo compimento e così via. Una vera e propria interfaccia in evoluzione che muterà a seconda dei giochi che abbiamo memorizzato su console.

DualShock 5 – Feedback aptico e grilletti adattivi

Il giornalista di Wired che ha avuto modo di spendere un po’ di tempo in compagnia di Ryan ha poi messo le mani su un prototipo del prossimo DualShock e, soprattutto, su un prototipo di PlayStation 5. Ma concentriamoci sul controller, visto che al momento scarseggiano dettagli ufficiali a riguardo. A quanto pare quella provata da Wired non è la versione definitiva del DualShock 5.0. In ogni caso somiglia molto al DualShock della generazione attuale, con una grossa differenza: i pulsanti dorsali adattivi. A quanto pare offrono vari livelli di resistenza, in modo ad esempio da percepire meglio il lancio di una freccia dopo aver teso la corda dell’arco, o anche per far percepire in modo diverso il feedback di un fucile a pompa da quello di una mitragliatrice pesante. C’è anche un feedback aptico completamente rinnovato, molto migliore, a detta di Wired, di quello a cui i giocatori console sono attualmente abituati. I due lati del DualShock nascondono al loro interno un attuatore voice coil programmabile, che permetterà agli sviluppatori di personalizzare al massimo il feedback dei propri giochi.

Il DualShock 5.0 non sarà molto diverso dal DualShock attuale, almeno da un punto di vista estetico. Sotto il cofano invece le novità sembrano essere molte.

Il tutto, combinato con il nuovo e più potente speaker posizionato sempre sul controller, permetterà al feedback aptico di generare degli effetti, a detta di Wired, incredibili. Come dicevamo il collega di Wired ha provato un prototipo di PlayStation 5, e per far capire al meglio come funziona il nuovo controller gli sviluppatori di Japan Studio (quelli di Astro Bot per PS VR) hanno realizzato una demo di un semplice personaggio che si muove su piattaforme caratterizzate però da diversi tipi di terreno. Una vera e propria esperienza tattile: nella sabbia il personaggio si muoveva più lento, trasmettendo un feedback di un certo tipo; nel fango un altro; nel ghiaccio un altro ancora, il tutto influendo anche sulle levette analogiche trasmettendo ad esempio la sensazione di scivolamento causata dal ghiaccio o la difficoltà di movimento degli altri tipi di terreno citati.

Sul prototipo poi c’era anche una versione di Gran Turismo Sport creata ad-hoc per l’occasione, utile sempre a percepire le novità di rilievo del DualShock. Guidare sui cordoli delle curve o uscire di pista trasmette, a quanto pare, delle sensazioni ben diverse da quelle dell’attuale DualShock, e per fare apprezzare ancora di più il tutto al giornalista, Sony subito dopo gli ha fatto testare un DualShock standard. Non si tratta di una mera vibrazione, ma di un vero e proprio feedback. Da quanto riportato dal Product Manager di SIE Toshi Aoki, il team che si nasconde dietro la realizzazione dei DualShock starebbe studiando questo feedback aptico sin da quando l’attuale DualShock 4 era in fase di sviluppo. Stavano quasi per inserirlo nei DualShock dedicati a PS4 Pro, ma Sony ha preferito evitare per non creare troppe distinzioni tra gli utenti dotati di PS4 classica e quelli dotati invece del modello Pro. La batteria poi sarà più capiente e vista la presenza di quest’ultima e del necessario per l’implementazione del feedback aptico il peso sarà leggermente più alto di quello di un DualShock 4, ma inferiore a quello di un attuale pad per Xbox One.

Conclusioni

Come poi gli sviluppatori sfrutteranno tutte queste nuove feature (SSD, Ray-Tracing, feedback aptico, la nuova UI di sistema) rimane un mistero. Sappiamo già da tempo che vari studi di sviluppo hanno un dev-kit PlayStation 5 sotto mano ma, come ci fa sapere Wired, il nuovo prototipo di DualShock è abbastanza recente ed è anche possibile che gli sviluppatori stiano scoprendo solo in queste settimane le sue capacità. La fonte ha riportato poi anche le dichiarazioni di alcune software house di terze parti. Ad esempio Marco Trush, presidente di Bluepoint Games, la software house che si è occupata della realizzazione del remake di Shadow of the Colossus, che ha dichiarato “stiamo lavorando a qualcosa di grosso, lasciamo a voi capire di cosa si tratti” e ancora “la presenza dell’SSD ci ha galvanizzati; non c’è più bisogno di ostacoli artificiali per rallentare il giocatore – come porte chiuse a chiave o simili – per permettere il caricamento degli assets. Quando c’erano le cartucce i giochi caricavano istantaneamente; per certi versi stiamo tornando a com’era un tempo“. E ancora Laura Miele, chief studio officier di EA: “Potrei parlarvi nello specifico degli esperimenti che stiamo compiendo con le tecniche di occlusione ambientale o con le ombre ray-traced” afferma, “senza entrare nello specifico, la GPU di PS5 ci permette di portare tutta una serie di miglioramenti e avanzamenti al gameplay“. Soprattutto, continua Miele, “è la velocità la caratteristica che definirà la prossima generazione di console. Nel mobile gaming scarichiamo i giochi in pochi momenti, e con una manciata di tap siamo già in gioco. Saremo presto in grado di fare così anche sulle console“.

Insomma, ce ne aspettano delle belle. PlayStation 5 si affaccerà sul mercato, come previsto, nel 2020, a fianco di Xbox Project Scarlett, la console di Microsoft che, molto probabilmente, porterà con sé le medesime (o quasi) innovazioni.