Videogiochi VM 18 vietati per legge (aggiornato con smentita)

Cosimo Alfredo Pina -

Chi acquista regolarmente videogiochi avrà sicuramente fatto caso al piccolo riquadro colorato che si trova solitamente in basso a destra sulla confezione di vendita, o comunque sulla pagina del prodotto se si parla di store online. Quello è l’indice di valutazione PEGI e a breve diventerà molto più che un semplice suggerimento di “età consigliata”.

Nel giro di pochi giorni infatti entrerà in vigore il nuovo regolamento Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani (AESVI) che prenderà la classificazione PEGI come riferimento per vietare la vendita di videogiochi ai minori che non rispettano i limiti indicati da questa valutazione.

In parole povere i giochi PEGI 18 non potranno essere venduti ai minori di 18 anni, quelli PEGI 16 ai minori di 16 anni e così via.

L’auspicio è che così il controllo su cosa finisce in mano dei minorenni passi dai genitori. Le premesse sono senz’altro positive, visto che una manovra del genere tutela tanto chi di questi giochi non dovrebbe entrarne in possesso, quanto chi li produce. Resta da capire come sarà possibile applicare una normativa così stringente su, ad esempio, gli acquisti sugli store digitali.

Aggiornamento30/07/2019 ore 14:15

Ad un giorno di distanza dalla notizia sulla vietata vendita ai minori dei videogiochi con bollino 18, arriva la smentita della AESVI.

Il regolamento in questione è stato erogato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e non riguarda tanto la vendita. Infatti questo indica che i giochi per essere immessi nel mercato italiano devono obbligatoriamente avere la classificazione.

La scelta dell’acquisto resterà a discrezione del cliente, nello specifico del genitore su cui ricade la totale responsabilità di a cosa e come gioca il proprio figlio minore.

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Fonte: dday.it, multiplayer.it
  • Psyco98

    Hahahahahahahahahaha

    • Digix btw

      La legge sarà inutile ti pare che il Gamestop vieterà la vendita ai minori, mica so stupidi a perdere dei soldi 😂

      • Daniel

        Beh se la pensi così anche i tabaccai venderebbero le sigarette ai minori. Se è una legge devono rispettarla in ogni caso.

      • Psyco98

        Ma poi, oltre a questo, le vendite online, il farlo comprare ad altri, tutto quello che non viene comprato dal diretto interessato ma da altri come regalo…
        Dubito fortemente che cambierà nulla xD

  • ginuzzi

    In realtà in tanti altri paesi europei era già presente una normativa simile. L’Inghilterra, tanto per citare un esempio, la applica da più di 15 anni ormai. Però sarà interessante capire come faranno per gli acquisti digitali. Per non parlare poi di Stadia ecc…

    • Ombra

      Per stadia etc è semplice, chiederanno un’autocertificazione dell’età nell’account

      • RiccardoC

        per stadia paghi e quindi dai una carta di credito; e quindi sei maggiorenne (o hai un genitore “distratto” – quest’ultima affermazione forse la subirò sulla mia pelle, i miei genitori non hanno dovuto affrontare l’era degli acquisti online con un click, a me toccherà da genitore appunto!).

        • Riccardo_Saettone

          Ci sono carte ricaricabili che possono essere date legalmente anche ai minori di 18 anni, la mia banca per esempio ne ha una per chi ha da 16 anni in poi, e se non sbaglio Postpay ha fatto qualcosa per gli studenti del primo anno delle scuole superiori.
          Spero che in questi casi i genitori abbiano la possibilità e magari anche l’obbligo di controllare gli acquisti fatti dai loro figli.
          Mi sa che fare i genitori oggi è un bel po’ più difficile che non farlo all’epoca dei nostri genitori.

          • luigi gimmi

            Si, però in ogni caso le carte se fatte da minori devono essere approvate dai genitori

          • Riccardo_Saettone

            Si certo.

          • RiccardoC

            non sapevo di queste carte accessibili ai sedicenni; cmq sì, è un casino fare i genitori di questi tempi! 😀

          • Riccardo_Saettone

            Sono “accessibili” nel senso che legalmente le possono utilizzare, ma per farle devi tu genitore andare in banca e fartela fare, non le possono fare loro da soli
            C’è anche una delle poste quindi PostPay per gli studenti del primo anno dei licei o delle scuole superiori.
            Io non ho figli quindi la mia opinione conta zero, però sono favorevole a questa possibilità sempre se ben monitorata dai genitori, mi sembra un modo per educare i figli all’uso del denaro, sopratutto quando è intangibile, e sopratutto al risparmio, il vecchio “se vuoi qualcosa e non hai i soldi, li risparmi fino a quando lo puoi comprare”.

          • RiccardoC

            il monitoraggio dei genitori è sempre importante, ma sono d’accordo che vadano educati ad imparare anche tramite l’esperienza diretta, non solo per l’uso del denaro

  • RiccardoC

    ora che il porno è alla portata di tutti ci voleva qualcosa che il tuo cugino maggiore ti possa acquistare in cambio di una mancia. E senza i rischi penali che ci sono per sigarette e alcolici!

  • momentarybliss

    proabilmente il problema maggiore delle vendite ai minori si ha nei negozi fisici, perché i genitori non possono seguire i loro figli passo passo quando escono e pagano in contanti. sugli store on line ci sono più vincoli dovuti alle carte di credito o prepagate da utilizzare, inoltre si suppone che essendo all’interno delle mura domestiche i genitori possano avere maggior controllo sulle transazioni effettuate dai figli. chiaro che esistono gli amici, le condivisioni degli account, ecc, ma almeno sono stati fissati dei paletti

    • Christian Bianchini

      Seguire passo dopo passo no, seguire ed educare il figlio però sí. Invece che addossare, o per meglio dire delegare, al mondo intero la responsabilità di educare i propri figli sarebbe meglio iniziare a educarli anche in casa e a sapere un po’ che fanno. Tanto per fare un esempio banale i giochi costano molto, ormai è facile superare i 70 euro, si parla di cifre quindi che un bambino di 10/12 anni non dovrebbe liberamente.
      Ma più in generale controllare un po’ che fa e come sta il proprio figlio sarebbe sufficiente. Non serve pedinarlo h24, basta ascoltarlo e non fregarsene di eventuali segnali aspettando l’atto eclatante di turno.

  • maurizio

    Non condivido tanto questa legge, dovrebbero essere i genitori a educare i figli, lo stato non dovrebbe mettere paletti di questo tipo. Del resto io ho sempre guardato film con il bollino rosso in tv anche da solo e giocato ai vari giochi violenti (come tanti altri) senza problemi. Come faranno poi le nuove generazioni a giocare a gta/tekken etc?