Wolfenstein II: The New Colossus è un gioco ucronico: ma cosa significa?

Lorenzo Delli

Benvenuti negli Stati Nazisti d’America. È questo in sostanza l’incipit di Wolfenstein II: The New Colossus, secondo capitolo della saga iniziata qualche anno fa da MachineGames in collaborazione con Bethesda che ci porta appunto negli Stati Uniti oramai non solo invasi, ma anche comandati a bacchetta dal giogo nazista.

Di fatto, proprio a causa di questa particolare ambientazione che sconvolge il background storico della Terra, Wolfenstein II è etichettabile come videogioco ucronico. Ma cos’è un’ucronia? Leggiamo insieme la definizione.

Ucronia“: etimologicamente, questa parola significa “non tempo” (particella negativa “u“, seguita da “chronos“, tempo). L’ucronia rappresenta un genere narrativo basato sulla riscrittura della storia partendo da un evento che nella realtà ha avuto esiti diversi. Questo è quanto accade anche in The New Colossus, ambientato in una realtà alternativa in cui il nazismo regna supremo sul mondo. Benvenuti in Amerika…

Ci sono vari romanzi e persino film e serie TV che affrontano il tema dell’ucronia così come appunto si fa nella serie Wolfenstein. Vediamo insieme alcuni esempi letterari e cinematografici riguardanti questo particolare genere narrativo commentati da Eric Henriet, specialista e autore di opere ucroniche.

La svastica sul sole

Scritto nel 1962, questo romanzo di Philip K. Dick è ambientato in un mondo in cui le potenze dell’Asse sono emerse trionfanti dalla Seconda Guerra Mondiale. La storia si svolge nella parte degli ex Stati Uniti adesso sotto il controllo giapponese. Lì circola la voce che un misterioso autore abbia scritto un libro in cui sono stati gli Alleati a vincere la guerra!

Un’opera fondamentale per gli amanti dell’ucronia che abbiano già familiarità col genere e una buona conoscenza della storia.

Eric Henriet

Fatherland

Film del 1994, basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris. Il Reich tedesco ha trionfato sugli Alleati in Europa, ma gli Stati Uniti hanno sconfitto il Giappone. L’azione si svolge in piena guerra fredda tra il Reich e gli Stati Uniti.

Il romanzo perfetto per chiunque sia nuovo del genere. Tanto il libro quanto il film possono essere seguiti senza avere conoscenze particolarmente approfondite del periodo storico. È anzi possibile apprendere molto da essi.

Eric Henriet

Bastardi senza gloria

Distribuito nel 2009, questo film di guerra del regista Quentin Tarantino narra la storia della vendetta di una giovane ebrea la cui famiglia era stata uccisa dai nazisti e del piano di un gruppo di soldati americani di origine ebraica giunti in Europa per uccidere quanti più nazisti possibile.

In questo film Tarantino non tiene i fatti storici in grande considerazione e usa anche parecchie scorciatoie. È un’opera basata più sull’atmosfera e sulla visceralità delle emozioni che sul concetto di ucronia vero e proprio.

Eric Henriet

La trasformazione dei libri di storia, nei videogiochi e nei film

Tutte le opere ucroniche partono da una domanda fondamentale. E se la storia avesse avuto esiti differenti? E se nel 1943 la battaglia di Stalingrado fosse stata vinta dalle forze di Hitler, o se lo sbarco in Normandia fosse fallito? C’è sempre quindi un “E se… ?”, ma affrontare un diverso esito della Seconda Guerra Mondiale è sempre affascinante, perché è difficile immaginarsi una civiltà moderna dominata dal nazismo o dall’impero nipponico (un po’ come in The Man in the High Castle ispirato proprio a La svastica sul sole). Vediamo cosa ha da dire Eric Henriet in merito all’argomento.

  • È vero che le storie alternative basate sulla Seconda Guerra Mondiale intrigano le persone più di quelle basate su altri eventi storici?
  • Henriet: Si tratta sicuramente di un periodo molto “affascinante”, tanto per gli scrittori di fantascienza quanto per gli storici. Secondo me ciò è principalmente dovuto al fatto che si tratta dell’evento bellico mondiale più vicino alla nostra generazione. Visto da un’ottica ucronica, la Seconda Guerra Mondiale è stata un conflitto basato sul movimento e sulla velocità, in cui molte cose sarebbero potute andare diversamente. L’esito della guerra dipendeva da tanti piccoli dettagli, che avrebbero potuto facilmente prendere una piega diversa. Viviamo in un’epoca particolare, in cui la morte e le ideologie come il nazismo rischiano di essere sminuite dalle giovani generazioni; per questo riscrivere la storia e il ruolo di coloro che sono usciti sconfitti dal conflitto risulta sempre affascinante, nei videogiochi come nel cinema e nella letteratura.
  • Come si creano ucronie di qualità?
  • Henriet: Bisogna anzitutto comprendere che l’ucronia non rappresenta mai una forma di negazione. Per uno storico, l’ucronia deve perciò essere credibile. Storicamente parlando, dev’essere fondata. In generale, per creare una storia alternativa gli storici modificano soltanto uno dei parametri storici, indagando le conseguenze dell’impatto che quella modifica potrebbe avere nelle settimane o nei mesi successivi (raramente si spingono oltre). Naturalmente, nulla impedisce a un autore di introdurre un elemento romantico nella propria opera, andando al di là della natura prettamente storica dello scenario creato per conferire alla sua realtà alternativa una qualità narrativa.
  • Cosa offre allo spettatore la realtà alternativa?
  • Henriet: Quando si tratta di fiction e non di un semplice saggio storico, al lettore, al giocatore o allo spettatore l’ucronia offre principalmente la possibilità di evadere dal mondo in cui vive. La storia alternativa dà anche molto materiale su cui riflettere a tutti coloro cui piace analizzare gli effetti della storia sui popoli e sulle persone. Se l’esito della Seconda Guerra Mondiale fosse stato differente, cosa avrebbe significato questo per me, i miei genitori, i miei nonni? L’ucronia può assumere anche una valenza molto personale. Infine, il modo in cui s’interpreta una storia ucronica dipende molto dall’individuo, dalla sua sensibilità e dalla sua conoscenza degli eventi storici.

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