World of Warcraft Classic: operazione nostalgia riuscita in pieno? (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione World of Warcraft Classic – Negli ultimi giorni è un po’ sulla bocca di tutti: code “chilometriche” per accedere ai server, code di giocatori all’interno del gioco per far sì che tutti riescano a portare a termine le varie quest, picchi di un milione di spettatori complessivi su Twitch. A leggere questi numeri sembra proprio che l’operazione nostalgia messa in piedi da mamma Blizzy sia riuscita alla grande. Ma è davvero così? Dipende come al solito dal punto di vista di chi valuta un’operazione del genere.

A distanza di quindici anni dall’uscita di World of Warcraft non si può parlare di una vera e propria recensione, anche perché di fatto World of Warcraft Classic non fa altro che proporre la versione Vanilla del MMORPG originale senza di fatto aggiungerci nulla, se non impostazioni grafiche leggermente più elaborate dell’originale. Quindi cosa rimane da valutare? Diversi fattori per la verità: come è invecchiato il gioco, a chi è rivolta questa operazione e se effettivamente, nonostante il successo delle prime ore, WoW Classic ha un suo perché.

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Chi vi parla è un giocatore di vecchia data di World of Warcraft, uno di quelli che “all’epoca” spese svariate ore di gioco con la versione Vanilla, affrontando poi le espansioni The Burning CrusadeWrath of the Lich King su Crushridge, uno tra i server più frequentati dagli italiani. Perché non ho affrontato le successive espansioni? Perché, come per molti altri dei giocatori che mi affiancavano in gilda, arriva un momento in cui capisci quanto World of Warcraft riesca ad assorbirti, tanto da farti distogliere l’attenzione da tutto il resto. Questo è sicuramente uno dei più grandi difetti e allo stesso tempo uno dei più grandi pregi di World of Warcraft. È un’esperienza che sulla carta offre una longevità infinita, una quantità di nozioni da apprendere smisurata e, soprattutto, dinamiche di gioco che praticamente ti obbligano a fare gruppo, a formare e coltivare amicizie, a passare le tue serate in compagnia di decine di altri giocatori.

Bello come il sole come ogni Undead!

Ma a prescindere dal tempo libero e dagli impegni, è anche molto probabile che con l’andare del tempo, con l’aggiungersi delle espansioni e con il cambio di alcune “regole“, i giocatori di vecchia data abbiano perso quell’interesse iniziale che li spingeva a rimanere. World of Warcraft è cambiato, si è evoluto, si è adattato ai tempi correnti diventando appunto un qualcosa di diverso. Ed è anche per questo che WoW Classic ha il suo perché.

Non si tratta di una mera operazione nostalgia, di un qualcosa che obbliga l’utente a spese folli per avere accesso alla medesima esperienza di un tempo. Di fatto Blizzard si è “limitata” ad aprire una nuova serie di server che propongono la versione Vanilla di un tempo, senza le varie espansioni e senza tutte le varie novità che piano piano hanno popolato, arricchito e cambiato il celebre MMORPG. I già abbonati a World of Warcraft possono semplicemente cambiare server e dedicare tutto il tempo che vogliono a World of Warcraft Classic. E chi vuole rigiocarci semplicemente paga uno o più mesi di abbonamento ed entra in gioco. Semplicissimo, non trovate? Il download del client di gioco si effettua da Battle.net ed è ovviamente gratuito, e sempre da Battle.net, dalla sezione negozio, potete acquistare gli abbonamenti. Per provarlo per un mese sono sufficienti 12,99€.

Un po’ affollatina la situazione 😅

Ma come è invecchiato World of Warcraft? 15 anni sono un lasso di tempo incredibilmente elevato all’interno della sfera dei videogiochi. Il media videoludico ha fatto passi da gigante e, come già detto, anche lo stesso World of Warcraft ha cercato di evolversi per rimanere al passo con i tempi. Ma stiamo pur sempre parlando della versione Vanilla, quella che appunto debuttò 15 anni or sono. E ovviamente il gioco non è che sia invecchiato proprio bene. La grafica è quella che è (anche se, come già accennato, è possibile utilizzare settaggi grafici “moderni“) e le dinamiche e il grado di sfida sono tutt’altro che accondiscendenti. Crescere un personaggio è un’operazione che vi porterà via settimane e settimane, il tutto per giungere al livello 60 ed aprire il vero e proprio endgame. Essendo la versione originale manca anche la traduzione italiana, un grado di sfida aggiuntivo per chi non mastica l’inglese. Anche solo avere a che fare con quest descritte in inglese che non danno alcun tipo di indicazione sulla mappa di gioco (dovete interpretare il testo) è uno di quei fattori che potrebbe spaventare o allontanare i neofiti.

Perché, diciamocela tutta, World of Warcraft Classic non è propriamente indirizzato ai neofiti. Non è quel classico gioco di ruolo che affronti in un contesto online che ti tiene per mano mentre accumuli esperienza e procedi nella storia. È chiaramente pensato per chi lo apprezzò all’epoca, e visto proprio quest’ultimo punto, che ci porta a rispondere definitivamente alla domanda “a chi è rivolta questa operazione“, il fatto che WoW sia invecchiato “male” poco importa. I giocatori di vecchia data se lo ricordano così ed è così che lo vogliono. Il mercato offre tante alternative (anche se gli MMORPG non vanno così di moda come un tempo) e chi torna a giocare a World of Warcraft lo fa per nostalgia, per divertimento o per tornare ad Azeroth a fianco degli amici di un tempo, non perché ha una bella grafica o perché le meccaniche di gioco sono innovative e al passo con i tempi.

I problemi della prima ora, ovvero le code infinite per l’accesso ai server (alcuni richiedevano più di 3 ore di tempo di attesa) sono in buona parte già stati risolti da Blizzard che ha rilasciato in queste ultime ore una patch per ampliare la capacità dei vari reami. L’affollamento delle zone si risolverà da solo con il passare dei giorni, ma il bello di World of Warcraft è anche questo: fare gruppo con perfetti sconosciuti per fare quest, instance o anche solo per divertirsi in giro per Azeroth (e magari dare fastidio a qualcuno della fazione opposta).

Giudizio finale

Come già specificato, non riusciamo a vedere World of Warcraft Classic come una mera operazione nostalgia. È ovvio che la leva smossa sia proprio quella, ma lo vediamo anche un modo di ascoltare l’utenza, di offrirgli la possibilità di giocare in modo alternativo, di accontentare contemporaneamente chi è alla continua ricerca di novità (grazie alle nuove espansioni) e di chi invece è affezionato al passato del gioco.

Invece di rimpiangere i vecchi tempi, con un PC anche con qualche anno sulle spalle, pochi clic e un download di una manciata di GB è possibile tornare nella buon vecchia Azeroth, quella precedente all’apertura del Dark Portal, al Cataclisma e a tutte le altre novità introdotte negli ultimi 15 anni. I server rimarranno popolati a lungo? Difficile dirlo con certezza, anche se tante gilde italiane si sono coordinate in questi giorni sui forum ufficiali Blizzard per la scelta dei server e per rifondare appunto gli stessi gruppi di gioco di un tempo. Non ci rimane che concludere questo articolo con l’unica frase sensata da dire: sempre e comunque FOR THE HORDE!

World of Warcraft Classic Trailer

Screenshot