Xbox e Bethesda: cosa succederà a The Elder Scrolls, DOOM, Fallout e Starfield?

Lorenzo Delli -

La notizia dell’acquisizione di Bethesda da parte di Microsoft per la cospicua cifra di 7,5 miliardi di dollari passerà probabilmente alla storia. La scuderia degli Xbox Studios conta adesso 23 diverse software house, composte da migliaia e migliaia di specialisti e decine di studi sparsi un po’ in tutto il mondo impegnati già da ora nel tentativo di cambiare (in meglio) l’ecosistema Xbox.

I perché di questa acquisizione sono molteplici. Uno dei principali è senza dubbio l’Xbox Game Pass, il servizio in abbonamento di casa Microsoft che in questi ultimi giorni si è espanso anche ad Android. C’è un frase ricorrente in questi giorni quando si parla di questo argomento: “A Microsoft non interessa più vendere Console, vuole puntare sui servizi”. Proprio Game Pass ha raggiunto la ragguardevole quota di 15 milioni di abbonati in tutto il mondo, e considerato che la sua libreria è accessibile da Xbox, PC Windows e dispositivi Android la frase citata assume sempre più senso.

L’altra motivazione più logica sarebbe quella delle esclusive. Bethesda porta con sé delle IP e delle saghe a dir poco illustri: DOOM, Rage, Quake, The Elder Scrolls, Fallout, Wolfenstein, Prey, Dishonored, The Evil Within e le nuove IP Starfield, Deathloop e Ghostwire: Tokyo. Tutte saghe che tra l’altro saranno disponibili sull’Xbox Game Pass, come già confermato sia da Bethesda che da Microsoft. Ma che ne sarà di PS5 e Nintendo Switch? Le console della concorrenza rimarranno a bocca asciutta in un futuro prossimo? Ancora non è del tutto chiaro.

Da una parte troviamo Todd Howard, che in una lettera pubblicata sul blog ufficiale Bethesda dice candidamente che i videogiochi connettono, portano gioia e che di conseguenza dovrebbero essere estesi a tutti, qualsiasi sia la loro piattaforma di riferimento. Dall’altra Phil Spencer, che a questo punto dovrebbe contare ben più di Howard nelle decisioni prese in merito alle IP Bethesda, che ai microfoni di Bloomberg afferma: “We’ll take other consoles on a case-by-case basis”.

Prodotto non disponibile
Prodotto non disponibile

In parole povere, Microsoft valuterà caso per caso il da farsi. Cosa significa? Che se Microsoft in qualche modo intuisse che un gioco come The Elder Scrolls 6 potrebbe spostare gli equilibri della “console war”, l’ecosistema PlayStation rimarrebbe con tutta probabilità a bocca asciutta. Idem dicasi per un nuovo DOOM o per altre delle IP coinvolte nell’acquisizione. Satia Nadella, CEO di Microsoft, è un po’ più diplomatico, anche perché Microsoft da tempo ha preso un’altra direzione, quella di società incentrata su servizi accessibili da quanti più dispositivi possibile. “When we talk about our content we want our content to be broadly available” dichiara Nadella, quasi a voler suggerire l’arrivo di esclusive Microsoft su altre piattaforme. Vedi ad esempio Minecraft o uno spin-off come Minecraft Dungeons, che viene comunque commercializzato su tutte le piattaforme di gioco in modo da massimizzare le entrate.

In ogni caso, ciò che è sicuro, è che l’Xbox Game Pass diventerà nei prossimi mesi un vero e proprio gigante. In arrivo non ci sono solo i giochi Bethesda, ma anche tutti quelli inclusi in EA Play. Ciò significa che altre IP importantissime come FIFA, Battlefield, Dragon Age, Mass Effect, Need for Speed e tante altre saranno disponibili nel catalogo Game Pass anche su PC e Android. Alla domanda “quale console vincerà la corsa alla next-gen” la risposta potrebbe essere proprio Game Pass, e non Series X o PS5.

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  • realist

    Ma Dio santo. Ma devono essere tutte esclusive. Se ha acquistato le software house, perché i giochi che fa dovrebbero andare su altre piattaforme. Non ne avrebbe nemmeno il senso. Poi sto Todd e un milione, ma che diavolo va a scrivere. Allora rendiamo tutte le esclusive multipiattaforma, comprese quelle di Nintendo e di Sony.