Fitbit cresce meno delle attese e taglia i costi: licenziati 110 dipendenti

Vezio Ceniccola

Il mercato degli indossabili non è certamente così florido come ci potremmo aspettare. A conferma di questa tesi, dopo aver già parlato dei guai di Jawbone, arrivano cattive notizie anche per Fitbit, o meglio per i suoi dipendenti.

La società americana, sebbene sia leader del settore wearable, non è riuscita ad ottenere i risultati che si era prefissata nel quarto trimestre del 2016, ed ha quindi deciso di operare un taglio dei costi per rientrare nei conti. A farne le spese saranno 110 dipendenti, ovvero il 6% della forza lavoro dell’azienda a livello globale, che verranno licenziati e perderanno il loro ruolo in Fitbit.

Parlando di cifre, per il quarto trimestre dello scorso anno il produttore di smartband aveva previsto di ottenere ricavi compresi tra 725 e 750 milioni di dollari, ma non è riuscito a superare la cifra di 580 milioni di dollari, per un totale di 6,5 milioni di dispositivi venduti. La crescita annuale si è, dunque, fermata al 17%, quando il target era fissato sul 25%, e ciò fa capire ancora meglio quanta aspettativa ci fosse.

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James Park, CEO della società, ha dichiarato che questi dati non riflettono il valore del brand Fitbit e che ci sono stati ottimi risultati in alcuni mercati selezionati, ma la situazione economica di molte delle aziende del mondo wearable rimane abbastanza complicata, ed anche Fitbit dovrà stare attenta per i prossimi piani di sviluppo.

Il recente acquisto di Pebble e le varie collaborazioni ed integrazioni di servizi potranno dare maggiore spinta all’innovazione per i prossimi prodotti a marchio Fitbit, e speriamo che l’azienda riesca a superare le attuali difficoltà. Fatto sta che i segni della crisi per il mercato degli indossabili si stanno facendo sentire per tutti, e non sappiamo quando la situazione potrà mutare.

Via: Engadget