Gli smart glass di Intel sembrano occhiali normali! (aggiornato: ma non verranno realizzati)

Roberto Artigiani - The Verge ha provato in anteprima un prototipo che propone un approccio innovativo alla Realtà Aumentata.

Smart glass: da quando sono apparsi sono stati oggetto di discussione. Sommo desiderio tecnologico per qualcuno, preoccupazione per le implicazioni sulla privacy per altri. In ogni caso però le apparenze non lasciavano scampo a dubbi sul fatto che si trattasse di un oggetto tecnologico ben distinguibile da comuni occhiali. La Intel sta lavorando a un prototipo che punta a rivoluzionare tutto ciò con il motto “less is more“.

I Vaunt infatti a prima vista potrebbero facilmente essere scambiati per comuni occhiali da vista (all’evenienza possono anche essere usati per questo scopo). Forma, dimensione e persino peso non sono minimamente paragonabili ad altri loro simili come Magic Leap o HoloLens. Non ci sono bottoni da pigiare, LED luminosi, micro-videocamere o area in cui eseguire gesture (per ora manca anche il microfono) e le lenti non assomigliano a piccoli schermi ma sono normali lenti da vista.

Grazie a una tecnologia innovativa infatti le informazioni vengono proiettate attraverso un laser a bassissima tensione direttamente sulla retina. Dall’esterno non appare nulla che possa far pensare che chi li porta stia interagendo con un dispositivo tecnologico. Con un approccio volutamente non intrusivo, le notifiche appaiono nella zona della vista periferica e si attivano solo quando si guarda in basso.

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Il collegamento con smartphone Android o con iPhone avviene attraverso una connessione Bluetooth. Le batterie sono integrate nelle stanghette e dovrebbero garantire una durata di 18 ore (evitando così noiose ricariche durante il giorno). Il resto dell’apparato tecnologico è distribuito in modo da bilanciare il peso sul naso per una vestibilità ottimale e senza sacrificare l’elasticità necessaria in un paio di occhiali da mettere tutti i giorni.

Non è però tutto oro quello che luccica: se i Vaunt si propongono come strumento complementare a smartphone e tablet, dalla prova fatta da The Verge emergono dubbi sulla quasi assenza di interazioni e sulla necessità di contenuti creati ad hoc.

Chi fosse interessato in ogni caso dovrà avere pazienza: i Vaunt sono ancora un prototipo. Intel ha annunciato di voler lanciare un early access program per sviluppatori entro la fine dell’anno (come fece Google con i suoi Google Glass). In questi anni poi Intel si è fatta la fama di chi lancia idee che poi non sempre si realizzano. Sarà anche per questo che pare che stia cercando un partner con cui continuare il lavoro.

Aggiornamento19/04/2018 ore 09:30

Colpo di scena: Intel ha confermato che il progetto smart glass è stato chiuso. Pensavamo che la prova fatta da The Verge fosse sintomo di maturità del progetto, ma a quanto pare così non è stato. The Information riporta anche che questo potrebbe causare licenziamenti per circa 200 persone, ma non abbiamo dichiarazioni di Intel in merito. Peccato, perché le premesse sembravano davvero buone, ma sembra che per una ragione o per l’altra il mondo non sia destinato ad avere degli occhiali intelligenti.

Intel is continuously working on new technologies and experiences. Not all of these develop into a product we choose to take to market. The Superlight [the codename for Vaunt] project is a great example where Intel developed truly differentiated, consumer augmented reality glasses. We are going to take a disciplined approach as we keep inventing and exploring new technologies, which will sometimes require tough choices when market dynamics don’t support further investment.

Fonte: The Verge