Google punta sui vestiti smart: Project Jacquard è ancora vivo, ma ha bisogno di idee

Enrico Paccusse C'è bisogno di artisti e aziende che supportino il progetto

Se Project Jacquard non vi dice niente siete giustificati: il primo tentativo fatto con Levi’s sembra non abbia generato risultati entusiasmanti per Google, tanto che molti credevano fosse ormai un progetto morto e sepolto. Non è così, e a confermarlo è Ivan Poupyrev, responsabile dei progetti nella divisione di Google dedicata ad Advanced Technology and Project.

Durante l’ultima TED talk a Vancouver ha condotto la sua presentazione vestendo proprio l’infausta giacca firmata Levi’s, che nell’occasione lo ha aiutato – dopo una prima fase alquanto imbarazzante di problemi tecnici – a gestire le slide, permettendogli di scorrerle avantiindietro con una semplice carezza sulle maniche.

LEGGI ANCHE: L’assistente intelligente di Facebook

Egli ha spiegato poi che Google non ha abbandonato il progetto e ha anzi alluso al fatto che presto potrebbero rendere disponibile a più produttori il chip da integrare nei vestiti per renderli smart. Secondo il manager di Mountain View, c’è bisogno di un cambio di paradigma nel modo di concepire le cose: i vestiti non devono più essere solo vestiti, come lo smartphone non è più solo un telefono che fa chiamate.

L’idea di avere un ulteriore interfaccia per interagire con il mondo esterno è sicuramente affascinante, ma l’ostacolo più difficile da superare non sarà tanto la mancanza di produttori, quanto la diffidenza delle persone nel concedere a Google un altro mezzo per raccogliere ancora più informazioni sulle loro vite private. E a voi piacerebbe avere vestiti smart?

Via: 9to5google