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Occhiali in realtà aumentata: da Apple a Snap, tutti i progetti per rilanciare il settore

SmartWorld team

Da autentico flop a futuro del settore tecnologico. I progetti attorno agli occhiali in realtà aumentata hanno ripreso quota dopo gli inciampi delle aziende che, prima di tutte, avevano provato ad intrufolarsi in un mercato praticamente sconosciuto e di nicchia. Il tonfo più fragoroso è quello di Google, addirittura la prima ad aver immesso in commercio gli innovativi accessori, con risultati a posteriori assai deludenti se si guarda agli “insipidi” numeri di vendita. Ma potremmo citare pure il caso dei Magic Leap, dall’alto delle sue appena 6.000 unità distribuite tra i consumatori. 

Eppure, gli analisti sono pronti a scommettere sul successo della realtà aumentata, complice anche la discesa in campo di importanti attori che potrebbero avere il merito di rilanciare il settore: il nome più chiacchierato è certamente quello di Apple, i cui progetti in materia sono già da tempo al centro dell’attenzione della rete, con indiscrezioni alle volte piuttosto confusionarie. Ma c’è pure chi è passato all’azione, con un guizzo che ha sorpreso anche gli addetti ai lavori: si tratta di Snap, azienda proprietaria della gettonatissima app Snapchat, che proprio nelle scorse settimane ha lanciato, ad esclusivo beneficio dei creators e degli autori di contenuti AR, la quarta generazione dei suoi occhiali intelligenti, denominati “Spectacles”. 

I primi occhiali in realtà aumentata di Snap

I nuovi occhiali cambiano registro. A differenza dei (non troppo fortunatissimi) precedenti modelli, il neonato progetto della società fondata da Evan Spiegel strizza l’occhio alla realtà aumentata. Il design ricorda quello di un classico paio di occhiali neri, con un peso tutto sommato leggero (134 grammi) e con una durata della batteria capace di garantire circa 30 minuti di utilizzo continuo. Un limite ancora piuttosto marcato. 

Il cuore tecnologico degli smart glass è tuttavia incentrato sulla piattaforma Snapdragon XR1 di Qualcomm e sul software Snap Lens Studios. Chi li indossa potrà sovrapporre gli effetti AR al mondo reale e in quest’ottica assume un ruolo preponderante il doppio display 3D con latenza di 15 millisecondi di fotogrammi per fotone, campo visivo di 26,3 gradi di diagonale e luminosità dinamica fino a 2000 nit; i pannelli sono stati realizzati da WaveOptics, società in predicato di esser acquisita proprio da Snap a fronte di un esborso di circa 500 milioni di dollari, a conferma delle buone intenzioni della società sul fronte della realtà aumentata. Il ventaglio delle caratteristiche tecniche è completato da due fotocamere, quattro microfoni, due altoparlanti di tipo stereo e un touchpad tramite il quale lanciare il “Carosello Lenti”. 

Rispetto al passato, l’approccio di Snap appare certamente assai più azzeccato. L’aver riservato i nuovi Spectacles ad esclusivo uso dei creator ha infatti una sua logica: spinger l’interesse attorno al dispositivo e ottenere preziosi feedback per migliorare il progetto. Per il debutto in larga scala ci sarà invece da attendere, visto che – come ammesso dallo stesso Spiegel – occorreranno tra gli otto e i dieci anni prima che gli occhiali in realtà aumentata possano diventare di dominio pubblico.

I progetti di Apple tra visori e occhiali

L’attenzione maggiore è tuttavia rivolta verso Apple, pronta a scender in campo in un settore a lei ancora inusuale dopo aver fatto la voce grossa nell’industria dei computer, nel comparto mobile e in quello degli smartwatch. L’approccio, come sempre accade quando si parla della società della “mela”, sarà a piccole dosi e verterà – almeno a detta delle ricostruzioni più accreditate – su due dispositivi completamente diversi: occhiali in realtà aumentata e un visore per la realtà mista (e perciò in grado di combinare le esperienza AR e VR), con quest’ultimo in predicato di debuttare tra il 2022 e il 2023, a meno di ulteriori ritardi determinati dall’emergenza pandemica; l’obiettivo a lungo termine sono tuttavia le lenti a contatto in salsa “smart”, ma per toccarle con mano occorrerà attender la finestra temporale compresa tra il 2030 e il 2040. Se ne parlerà insomma più avanti.

Se il visore di Apple si rifarà all’Oculus Quest di Facebook – pur migliorato in alcuni importanti punti, su tutti quelli dell’indossabilità e delle specifiche tecniche, stante l’impiego di un chip potente e di ben 15 moduli di fotocamera ottica – le indiscrezioni continuano tuttavia ad insistere sugli occhiali in realtà aumentata, emblematicamente etichettati come Apple Glass. L’aspettò sarà simile a dei veri e propri occhiali da sole, con entrambi gli obiettivi dotati di display e montatura spessa, complice la necessità di incastonare i chip legati al funzionamento del dispositivo e la batteria. E come i prodotti che siamo soliti indossare nella quotidianità, sarà possibile addirittura acquistare degli speciali modelli impreziositi da lenti graduate. La chicca maggiormente significativa? Potrebbero persino pulirsi da soli.

L’integrazione col prodotto verterà su gesture e assistente vocale, mentre il sistema operativo potrebbe rispondere al nome di “rOS”, una piattaforma mutuata da iOS. Il debutto degli occhiali potrebbe coinvolgere in una prima fase gli sviluppatori: quest’ultimi avranno infatti il compito di creare contenuti che permetteranno di arricchire una sezione dell’App Store specificatamente dedicata all’innovativo gadget, sulla scorta di quanto già fatto per i sistemi operativi iOS, iPadOS e watchOS. Poi ci sarà il fatidico esordio sul mercato, a prezzi ancora tutti da scoprire.

Facebook e gli occhiali “tuttofare”

Chi non si farà attendere è invece Facebook, sempre più intenzionata a far la voce grossa nel comparto hardware dopo il successo dei social network. Il progetto rientrerà sotto l’egida della sussidiaria “Facebook Reality Labs” e avrà l’obiettivo di render meno di nicchia un settore apparso finora troppo settorializzato. Lo dimostra il design, pratico e leggero come impone un classico paio di occhiali, ma anche le funzionalità, che potrebbero vertere su un sistema di realtà aumentata e di intelligenza artificiale adattativa. Chi li indossa potrà trovare negli occhiali un valido assistente nella vita di tutti i giorni: imparando dalle nostre abitudini, il dispositivo potrebbe interloquire con l’utente, suggerendo ad esempio i podcast da ascoltare, oppure indicare le recensioni di un locale ubicato nelle vie circostanti. A guidare il progetto sarà comunque un’italiana: si tratta di EssilorLuxottica, controllante del marchio Ray-ban e fornitrice delle speciali lenti per conto del sodalizio capitanato da Mark Zuckerberg.

E poi c’è Amazon

Infine Amazon. È degli ultimi giorni la notizia di un interessamento del gigante dell’e-commerce verso il settore della realtà aumentata, che potrebbe tradursi nei prossimi anni con il lancio di speciali occhiali. Nessuna parola sulle possibili caratteristiche, ma siamo certi che non mancherà occasione di ritornar sull’argomento. Per un settore, quello della realtà aumentata, nuovamente in fermento e destinato a divenire sempre più centrale nell’industria tecnologica.